Bagnoli del Trigno, la perla del Molise

Arroccato su una rupe dell’Appennino molisano, Bagnoli del Trigno è uno dei borghi più affascinanti, scenografici e ricchi di storia della regione, tanto da essersi guadagnato l’appellativo di “Perla del Molise“.

Situato a 700 metri sul livello del mare, fra il torrente Vella ed il fiume Trigno, il borgo sembra snodarsi naturalmente lungo la parete rocciosa culminando nel punto più alto con il castello Sanfelice, da cui è possibile godere di un panorama mozzafiato sulla valle del Trigno.

Piccolissimo quanto suggestivo, per visitarlo bastano poche ore, ma vale la pena trascorrervi un weekend di pace e tranquillità lontani dalle frotte di turisti in coda.

CENNI STORICI

Le origini del paese sono ignote e si fanno risalire a diverse leggende, secondo le quali Bagnoli sarebbe stata fondata in una da un Duca che si abbevera nelle acque del Trigno, in un’altra con la costruzione di agglomerati urbani intorno a una sorgente termale (Balneoli, da cui il nome) e infine da alcune tribù per trovare riparo dalle invasioni barbariche.

Le prime fonti certe risalgono al medioevo, quando il feudo era parte del Contado del Molise. Diverse furono poi le famiglie che mantennero il territorio, fino alla nobile famiglia spagnola dei D’Avalos, nel XVI secolo. Gli ultimi feudatari furono invece i Sanfelice.

Con il Novecento il paese ha visto un forte spopolamento a causa dell’emigrazione, soprattutto a Roma, arrivando ai 715 abitanti odierni.

COSA VEDERE

L’intero paese è dominato dai ruderi del castello Sanfelice, che si erge nella parte più alta dell’abitato, su un grosso masso di pietra calcarea. Di epoca longobarda, fu soggiorno dei Conti di Isernia nel periodo normanno, dei Conti di Molise in quello svevo, di Riccardo di Montefuscolo in periodo angioino e dei Caldora sotto gli Aragonesi. Il suo nome si deve alla famiglia Sanfelice, l’ultima famiglia proprietaria del feudo, che ne fece la propria dimora per quasi due secoli, fino al 1768. Concepito a carattere prettamente difensivo, la sua posizione era strategica per il controllo del territorio, considerando la vicinanza dei tratturi Celano-Foggia e Castel di Sangro-Lucera. Pur avendo conservato quasi intatta la sua originaria struttura, fatta eccezione per la loggetta rinascimentale con portico dalla quale si spazia sulla valle del Trigno, il castello ha subìto un consistente e lungo restauro da parte della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Molise, iniziato nel 1985 e ad oggi non ancora terminato. Attualmente è possibile visitarlo solo in occasione delle aperture straordinarie con visite guidate.

Sempre sull’aspra rupe di Bagnoli, a poca distanza dal castello, sorge l’antica chiesa di San Silvestro, attribuibile ai secoli XIII-XIV. Il corpo della chiesa è incastonato nella roccia. Solo le pareti laterali si vedono, insieme alle colonne ed al portale portale in pietra romanico-gotico, tutto il resto è montagna nuda e cruda. Il campanile, anch’esso caratteristico per la sua copertura “a cipolla” realizzata in splendida maiolica colorata, venne eretto sullo sperone che sorge proprio acconto all’abside. Come il castello, la chiesa è accessibile solo attraverso stretti vicoli e ripida scalinata. Data la sua posizione particolare, gli unici prospetti visibili sono quelli laterali, uno dei quali si affaccia sul dirupo, creando così un effetto visivo spettacolare. Anche questa prevede purtroppo aperture molto limitate, una delle quali avviene il giorno di Sant’Antonio, il 21 agosto. Per questo motivo è consigliabile assicurarsi che sia un giorno di apertura prima di avventurarsi nella scarpinata, necessaria per raggiungerla.

Una passeggiata serale è d’obbligo in questo borgo che, immerso da una soffusa luce arancio, somiglia ad un piccolo presepe in cui il tempo sembra essersi fermato.

TRADIZIONI

Una visita del borgo è consigliata in occasione del 18 agosto, quando si svolge la sua festa più celebre dedicata a Santa Caterina. Pur trattandosi di festeggiamenti religiosi, le funzioni sacre sono accompagnate da una rievocazione storica di ampio respiro nota come Frammenti d’Antico, che ormai da anni attira tanti turisti e curiosi a Bagnoli del Trigno. Per tutta la giornata il borgo rivive la vita quotidiana del medioevo tra arti e antichi mestieri, il tutto all’insegna di musiche, canti, fuochi, fantasie e degustazione di piatti tipici. La celebrazione culmina con l‘incendio al castello Sanfelice, tra fuochi e spettacoli pirotecnici davvero suggestivi.

Sempre negli ultimi giorni di Agosto si svolge la festa di Topolino, dedicata ai più piccoli. I bambini sono i protagonisti di giochi, intrattenimenti e soprattutto del Trofeo Topolino, una corsa che si svolge lungo Via Roma, con partenze scaglionate in base all’anno di nascita, con arrivo in Piazza Umberto.

Tradizionalmente l’8 settembre a si svolge la festa in onore della Madonna di Vallebruna con una suggestiva processione con fiaccolata dal centro del paese alla località Cannavina.
Durante il periodo di Natale ha luogo la processione delle “‘ndocce”, ovvero delle torce che sfilano per le strade che vengono poi spente con il vino nuovo spillato dalla botte perché sia di buon auspicio per i raccolti.

A celebrare il mondo contadino c’è anche il carnevale di Bagnoli del Trigno, ispirato ai dodici mesi dell’anno con la personificazione del ciclo annuale attraverso l’allestimento di carri trainati da animali. Francische lu giulliere è il protagonista della festa, una sorta di Pulcinella locale, che sembra coincidere con il Carnevale vero e proprio, e che chiama a raccolta i Mesi, le dodici tappe dell’anno, visti dalla prospettiva contadina. La manifestazione si conclude con la distruzione del fantoccio di Carnevale, gesto simbolico per lasciarsi alle spalle le disavventure dell’anno appena trascorso. Quando il fantoccio è completamente bruciato inizia il nuovo anno agricolo che porta con sé la primavera.