Il Santuario della Madonna di Saiano, tra misticismo e natura

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Immerso in un contesto naturalistico di straordinaria bellezza, su uno sperone di roccia calcarea a 260 metri di altezza, il Santuario della Madonna di Saiano è uno dei complessi religiosi più importanti di tutto il riminese, sia per il suo valore storico che artistico.

Situato nel Comune di Torriana, questo santuario occupa una posizione strategica fra Montebello, Pietracuta, Verucchio e San Marino. Anticamente il luogo era sede di un Castrum appartenente ai principi di Carpegna e di cui si hanno notizie sin dal 962. Il suo nome compare frequentemente fra le liste dei Castelli che passavano dall’uno all’altro signore.

Il suo nome ci riporta agli antichi romani che lo chiamavano “Saxum Jani- Sasso di Giano” e probabilmente doveva esserci un tempio pagano a lui dedicato.

Il Santuario è particolarmente caro alla gente della Valmarecchia e ricordato per tante grazie ricevute, in particolare quelle legate alla siccità e alla maternità. In passato, infatti, le giovani partorienti si recavano qui ogni 15 agosto per pregare chiedendo protezione in vista del parto imminente.

Il piccolo complesso è costituito da una chiesa, una piccola casa rustica ed una torre cilindrica, che probabilmente apparteneva al primo nucleo del periodo bizantino.

Ma la parte più importante del complesso è la chiesa, meta di pellegrinaggi e luogo di preghiera sembra sin dal 1300. Nel 1356 si parla di un luogo sacro in cui si custodisce, venera e festeggia ogni anno la Madonna detta di Saiano. Un documento di un Vescovo verso il 1570 evidenzia che “Saiano vanta non un’antica ma antichissima tradizione mariana!”. La chiesa, a navata unica, presenta tre altari e vi si accede tramite un portale in bronzo, oggi restaurato, opera dello scultore Arnaldo Pomodoro, che rappresenta il Marecchia con i suoi affluenti. Simbolicamente indica la Madonna che raccoglie, come il mare raccoglie i suoi affluenti, i numerosi fedeli per condurli fino a Dio.

All’interno della chiesa, dedicata alla Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, si trova una statua della Madonna in gesso (XVI sec) posta nell’altare maggiore con il bimbo seduto sulle sue ginocchia, in atto quasi di volersi separare dalla madre per venire da noi suoi fratelli. La tradizione racconta che quando la Madonna fu trasferita nella chiesetta di Montebello, miracolosamente più volte al mattino fu ritrovata a Saiano.
Nelle cappelle laterali due affreschi della fine del 1500 (a destra la Madonna col bambino e a sinistra Sant’Antonio abate). C’erano nel santuario due lapidi: una ricordava la grazia ricevuta dopo la siccità del 1893, l’altra ricorda i restauri fatti nel 1926 e si trova nel pavimento prima del portone d’ingresso.

L’antico Santuario della Madonna di Saiano è stato recentemente sottoposto ad un attento restauro conservativo che lo ha riportato al suo antico splendore. I primi lavori risalgono al 1926 ma il progressivo esaurirsi della comunità località portò la struttura ad un progressivo abbandono. Nel 1973 furono rubati gli ornamenti e le offerte della Madonna e fu anche rovinata la statua. In seguito furono fatti nuovi lavori di restauro e il Santuario della Madonna di Saiano è stato riaperto al culto il 15 agosto 1996; al momento è salvaguardato da alcuni frati francescani dell’ordine del cuore Immacolato di Maria provenienti dalla Colombia. Si tratta di cinque confratelli giunti in Italia per svolgere la loro apostolato.

La torre di Saiano, presenta una datazione incerta che oscilla dal VII al XIV sec.
Il Tonini, sostiene che “la torre di Saiano, come struttura muraria, è diversa dalle altre torri cilindriche della zona. Essa infatti è costruita internamente in blocchi ben modellati di arenaria, e ciò fa pensare ad una datazione senz’altro anteriore alla metà del 1300.2 ”
Il Galassi, la considera un’antica torre campanaria, collegata all’esistenza di una chiesa, già presente tra le proprietà che la Chiesa aveva nel Montefeltro intorno al IX secolo.

La torre, dopo aver esaurito la sua funzione di punto di avvistamento e di guardia, è stata adibita per lungo tempo, sino alla seconda metà del 1900, ad abitazione. Alcuni testimoni, tuttora viventi ricordano il dimorare del parroco di Montebello nella torre, per alcuni periodi dell’anno.

Internamente la torre è suddivisa in tre piani. Il primo era utilizzato come cucina: è ancora ben visibile il camino la cui canna fumaria corre per tutta la lunghezza della torre in un intercapedine del muro e uno scolo di scarico per l’acqua, vicino alla porta d’ingresso. “Il secondo livello era stato suddiviso ed utilizzato come camera da letto e, riducendo lo spessore della muratura, dotato di un piccolo armadio a muro. Tuttora non vi è collegamento con il terzo livello” al quale si può accedere solo con una scala a pioli attraverso una porticina.

Grazie ai contributi della provincia di Rimini, della Fondazione CARIM, del Comune di Torriana e alla generosità di privati la Torre è ormai quasi completamente ristrutturata.

La rupe domina la valle del fiume Marecchia con i suoi rigogliosi boschi di querce con roverella e con orniello e un ricco stato di arbusti dove primeggiano il pungitopo, la lonicera etrusca e la clematis flammula, il ciclamino. Sulla roccia, di origine organogena (si trovano impronte di molluschi bivalvi), crescono arbusti e alberi sempreverdi come il leccio, la fillirea il falso pistacchio, l’edera ricopre la rupe per molte decine di metri.

Il Santuario può essere raggiunto soltanto attraverso i sentieri nel bosco: la salita risulta piuttosto impegnativa da percorrere a piedi, ma la vista che si gode dall’alto ripaga di ogni sforzo.

Provenendo da Rimini si imbocca la Strada Statale Marecchiese, giunti all’altezza della località Ponte Verucchio si attraversa il ponte e girando immediatamente a sinistra si trova la strada che porta direttamente al Santuario di Saiano. L’ultimo tratto di strada deve essere percorso a piedi. Chi vuole fare quattro passi in più subito dopo il ponte in direzione Villa Palazzi può lasciare l’automobile e proseguire lungo un sentiero che conduce fino al alveo del fiume. Da qui una pista pedonale conduce fin sotto la rupe di Saiano, il sentiero per salire si trova sulla destra. Saiano si può raggiungere anche attraverso tre sentieri segnalati lungo la strada tra Torriana e Montebello, li vicino infatti si trova anche l’altura su cui sorge la rocca di Montebello.