Campi Flegrei, allerta vulcano e terremoti: cosa significa che la crosta si sta indebolendo

I Campi Flegrei sono soprannominati anche “supervulcano”. La loro attività è tra le più attenzionate al mondo.

Secondo un recentissimo studio, terremoti ed eruzioni dei Campi Flegrei sono collegati alla crosta della caldera. Questa si sta man mano indebolendo sempre di più, ma cosa vuol dire esattamente? Scopriamolo.

I Campi Flegrei sono sempre oggetto di studio e sono costantemente monitorati dai ricercatori. Recentemente è emersa un’interessante novità ovvero che la crosta del vulcano si sta indebolendo a causa del bradisismo. Vediamo in che modo e perché.

Campi Flegrei, la crosta si sta indebolendo: che cosa vuol dire?

Un nuovo studio che ha per oggetto i Campi Flegrei e la loro attività è stato pubblicato su Nature communications Earth & Environment. Questo riguarda la caldera dei Campi Flegrei che si sta man mano indebolendo sempre si più. Il motivo di questa erosione è il bradisismo, ossia il continuo sollevamento del suolo che sta portando la crosta a passare dalla fase elastica a quella inelastica. Questo cosa vuol dire esattamente? Significa che un aumento di sforzo, collegato al sollevamento, può causare più terremoti, come di fatto sta accadendo in tutta la zona flegrea.

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Cosa significa che la crosta si sta indebolendo-Itinerari.it

Secondo lo studio non c’è un collegamento con l’eruzione. Innanzitutto al di sotto della caldera ci sono movimenti di fluidi a 3 km di profondità. Sono in prevalenza di natura idrotermale, ma ci potrebbe essere anche del magma anche se di questo non c’è alcuna prova. Gli autori sono sicuri che questi fenomeni non porteranno nel breve tempo a un’eruzione. Proprio per questo lo studio non ha coinvolto nessun intervento della Protezione Civile, ma ha riguardato solo informazioni scientifiche, importanti per conoscere meglio il fenomeno.

L’ultima volta che c’è stata l’eruzione del supervulcano era il 1538 quando l’attività sismica risultò poi intensa sia negli anni ’70 che negli anni ’80. Da quel momento in poi non ci sono state più attività eruttive, ma solo movimenti tellurici. Secondo lo studioso Nicola Alessandro Pino dell’INGV, che ha spiegato lo studio a Geopop.it, capire l’importanza dello studio sulla rottura della crosta è fondamentale per fare previsioni sul vulcano attivo. Solo in questo modo infatti si potranno ottenere strumenti di previsione e prevenzione utili alla Protezione Civile, con piani di emergenza per i residenti efficaci. Insomma al momento lo studio non è collegato a nessun allarme vulcano, ma spiega perché ci sono molti più terremoti nella zona.

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