Umbria: itinerario di 4 giorni da Spello a Trevi

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Per gli amanti dei borghi sperduti e dei paesetti caratteristici, l’Umbria è la meta ideale.

Arroccati sulle tante colline della regione, offrono una varietà di paesaggi ed un patrimonio storico ed artistico da far invidia a centri ben più rinomati.

Un viaggio in Umbria è comunque un viaggio diverso, ove l’ambiente ben si concilia alle aspettative dei singoli e dove l’accoglienza è delle migliori.

Quest’itinerario si dispiega lungo quattro giorni alla scoperta dei borghi più affascinanti di Perugia: Spello, Nocera Umbra, Montefalco, Bevagna e Trevi, per concludersi alle fonti del Clitunno. Potendo disporre di un ulteriore giorno, l’ideale sarebbe partire da Foligno o Assisi, città d’arte da visitare almeno una volta nella vita.

ITINERARIO

Giorno 1:

Spello

Giorno 2:

Nocera Umbra

Montefalco

Giorno 3:

Bevagna

Giorno 4:

Trevi

Fonti del Clitunno

SPELLO

La città ha origini umbre, ma ebbe un interessante sviluppo in epoca romana. Al tempo di Augusto fu al centro del potere di una zona dell’Umbria centrale. Anche sotto l’imperatore Costantino ebbe notevole fortuna, grazie alla concessione di celebrare alcune importanti feste religiose. Gli fu dato l’appellativo di “splendidissima colonia Julia“. Ma questo splendore decadde con l’impero stesso, ed iniziarono le traversie collegate alle invasioni barbariche e alla permanenza dei longobardi.

La visita può avere inizio da sud, a cominciare quindi dalla Porta Consolare di età triumvirale-augustea. E’ a forma quadrata e tozza ed è adornata da tre statue recuperate nell’Anfiteatro. Salendo per la Via Consolare si oltrepassa Casa Venanzi (del XIV se.) e più avanti a sinistra la Cappella Tega con una Crocifissione di Nicolò Alunno.

Si sale ancora e si giunge alla Via Cavour ove sorge uno dei più importanti edifici religiosi della città: la chiesa di Santa Maria Maggiore. E’ stata edificata prima del Duecento e presenta una semplice facciata ricostruita nella metà del Seicento. Al fianco sinistro si eleva una bassa torre con una navata antica di otto secolo. All’interno, ad una sola navata, predomina il barocco. Il tesoro della chiesa è rappresentato dalla Cappella Baglioni (navata sinistra) affrescata da Pinturicchio nel 1501; mirabili le Sibille, la Disputa nel Tempio, l’Adorazione dei pastori e l’Annunciazione. Proseguendo nella visita si scorge il tabernacolo dell’altare maggiore decorato da Rocco di Tommaso nel ‘500. Dall’altare maggiore verso sinistra si apre la Cappella del Sacramento, con un tabernacolo di elegante fattura ed un affresco opera del Pinturicchio; un altro affresco del Pinturicchio (Madonna con Bambino) si trova nella ex Cappella dei Canonici, il cui accesso è da quella del Sacramento. La visita può concludersi alla Cappella del Sepolcro, sede di un piccolo museo con tele, affreschi ed opere scultoree.

A poco distanza da S. Maria Maggiore vi è la chiesa di Sant’Andrea (XIII sec.), al cui interno si trovano affreschi di pittori umbri e le Tavole del Pinturicchio (1508).

Dall’itinerario principale si effettua ora una digressione immettendosi in Via Properzio sino a raggiungere l’ex oratorio di S. Maria della Misericordia e soprattutto Porta Venere. Così chiamata perché fu innalzata nei pressi di un tempio dedicato alla dea dell’amore. La costruzione, più volte restaurata, risale al periodo augusteo. Le torri che la delimitano, dette di Properzio, sono a pianta dodecagonale con massiccia base quadrata.

Si può ora percorrere l’itinerario inverso sino alla Piazza della Repubblica, cuore del centro cittadino. E’ qui il palazzo comunale, del 1270, nel cui atrio vi è una piccola raccolta di reperti romani. Il palazzo è sede della biblioteca, dell’archivio e della pinacoteca. Attraverso via Garibaldi si raggiunge il palazzo Urbani, con cortile interno e un bel ballatoio in legno; quindi la chiesa di S. Lorenzo, del 1120. Più avanti vi è la chiesa di San Martino. Deviando a destra si arriva, dopo qualche minuto, all’arco di Augusto. Si può ora salire al belvedere con i resti della rocca e delle torri Albornoziane e con la chiesa di San Severino.

L’itinerario nella parte esterna può avere inizio sempre dalla Porta Consolare per via Roma e per la vecchia via Centrale Umbra sino all’anfiteatro romano, anch’esso di età augustea.

Dopo una breve sosta, si percorre ancora la strada in direzione nord e subito appare la sagoma della chiesa di San Claudio. Il tempio è stato innalzato nel XII secolo sopra i ruderi di una costruzione pagana. La facciata si compone di un semplice portale, di un rosone e due bifore; il campanile è a vela. All’interno vi sono alcuni affreschi di scuola umbra. Più avanti, a sinistra, sono i resti del teatro e di un tempio pagano del I secolo. A destra vi è invece un mirabile esempio di dimora patrizia del Cinquecento: Villa Fidelia, con ampio parco e giardini.

Ci si porta ora nel versante opposto del paese, per una visita alla chiesa di San Girolamo nei pressi del cimitero. Risale al Quattrocento e conserva affreschi di scuola umbra. Da qui ci si può dirigere verso Collepino, un paesino dai caratteristici vicoli con mura e torri medievali. Nelle vicinanze c’è la chiesa di San Silvestro con bella cripta.

Al termine di questa piccola descrizione va ricordato che ogni anno a Spello, durante le celebrazioni del Corpus Domini, si allestiscono le caratteristiche infiorate nelle vie della città.

NOCERA UMBRA

E’ un tranquillo luogo di villeggiatura sito a 520 m, di origini romane, rinomato sin dall’antichità per le sue acque minerali. Nocera, “Città delle acque“, è questo l’appellativo che gli è stato dato grazie soprattutto alle proprietà di due sorgenti che sgorgano nelle vicinanze: la Sorgente del Cacciatore a Schiagni e la Sorgente Angelica a Bagni.

Domina l’abitato la grande torre simbolo della cittadina, il Campanaccio, astio e unico resto della robusta rocca dei suoi Gastaldi, poi dei suoi Conti risalente all’XI secolo. La torre è stata semi-distrutta dal sisma del 1997 e ricostruita.

Nocera Umbra (Diritto d’autore: buffy1982 / 123RF Archivio Fotografico)

Tra i monumenti principali di Nocera Umbra vi è il Duomo, edificato nel Mille e dedicato all’Assunta. Conserva il corpo di San Rinaldo, patrono della città, in un’urna al di sotto dell’altare maggiore. L’interno è ad una sola navata. La chiesa è stata restaurata nel Settecento. Nelle adiacenze del Duomo c’è il palazzo vescovile e quello comunale.

Altro importante monumento è la chiesa di San Francesco, che risale alla fine del Trecento. L’edificio è sede della pinacoteca, che custodisce inestimabili opere d’arte di Matteo da Gualdo, Ercole Ramazzani, Pierino Cesarei ed altri. Vi è anche un cospicuo materiale di età romana.

MONTEFALCO

Da Montefalco si gode uno spettacolo imponente sulla valle più ampia della regione. Per questa prerogativa la cittadina è stata denominata la “ringhiera dell’Umbria“.

Ma la bellezza di Montefalco non è tutta qui. Essa cela notevoli tesori d’arte soprattutto nella chiesa di San Francesco, ora adibita a museo. La costruzione risale all’inizio del Trecento, ed ha subito rimaneggiamenti, in particolare nella facciata che presenta un portale rinascimentale. L’edificio contiene un meraviglioso ciclo di affresci sul tema francescano, opera del caposcuola Benozzo Gozzoli ed altre notevoli decorazioni di Francesco Melanzio, Tiberio d’Assisi, Giovanni da Corraduccio e del Perugino. Gli affreschi nell’abside, opera del maestro Gozzoli, rappresentano il più affascinante ciclo dopo quello giottesco di Assisi per una varietà di motivi sia tecnici che estetici. In modo particolare questo ciclo può ben rappresentare la nascita di un timbro tutto umbro nella pittura del Quattro-cinquecento.

Montefalco (Diritto d’autore: vaakeval / 123RF Archivio Fotografico)

Per un completo quadro di Montefalco consigliamo la visita di altri monumenti, come la chiesa di Sant’Illuminata, del Cinquecento, con affreschi del Melanzio e del Mezzastris. Di interesse notevole sono pure le chiese di Sant’Agostino e di Santa Chiara, che conserva il corpo della santa di Montefalco, con annesso monastero delle clarisse e cappella di Santa Croce.

A pochi chilometri da Montefalco si trova il santuario della Madonna della Stella. La costruzione, iniziata nel 1862, è in stile classico a croce latina. L’interno, a tre navate, risplende dei colori lucenti dei marmi ed è ornato da tele di artisti che qui operarono alla fine del secolo scorso. Il tempio, consacrato l’11 settembre 1881, è frequente meta di pellegrinaggi da ogni parte della penisola.

BEVAGNA

Di origine antica, umbra e poi etrusca, le prime notizie di rilievo si hanno per la “Mevania” romana. La città vanta i natali (a contenderli però è assisi) del poeta Sesto Properzio. Del periodo romano sono rimaste le tracce di un tempio del II secolo (dedicato a Marte), un mosaico (I sec.) di ispirazione marina, i resti del teatro e dell’anfiteatro. Il borgo ha mantenuto quasi intatto il suo aspetto medievale.

Perla della città è la Piazza Silvestri con i monumenti di maggior rilievo: la chiesa di San Michele Arcangelo, la chiesa di San Silvestro, il palazzo dei Consoli, la chiesa di San Domenico.

Il Duomo di San Michele Arcangelo è stato innalzato nel XII secolo. Due lesene verticali danno movimento alla facciata, che nella parte inferiore ha tre portali. Quello principale ha tre semianelli concentrici che preludono una gentile lunetta. Nella parte mediana si aprono lateralmente due trifore e nella sezione più alta un semplice rosone. Il lato destro della facciata fa corpo con il campanile a pianta quadrata. L’interno sobrio e ampio è a tre navi con undici colonne. La zona dell’altare, rialzata di circa due mtri e mezzo, è divisa da quattro colonne con capitelli corinzi. Si può visitare la cripta suddivisa in tre piccole navate delimitate da sei colonne.

Bevagna (Diritto d’autore: vaakeval / 123RF Archivio Fotografico)

La chiesa di San Silvestro, posta di fronte al Duomo, si presenta con un unico portale e con gli archetti della lunetta decorati con motivi floreali e animali. Alla destra del portale è l’iscrizione che suggella anche la data della costruzione: 1195. Sopra il portale vi è una trifora con doppio ordine di colonne. Ai lati sono due bifore con colonnine avvolgenti. L’esterno è in pietra bianca e rosa. L’interno, che rimarca l’assetto del Duomo, è piuttosto austero con tre colonne che diversificano tre corte navate: da quella di sinistra si penetra in una buia cripta a tre navi e absidiola.

Sulla Piazza Silvestri, illegiadrita da una fontana ottagonale rialzata da tre scalini, si apre il palazzo dei Consoli, risalente al XII secolo. L’accesso è tramite una lunga scalinata. Vi si stagliano numerose bifore di ottima finitura. Il palazzo ospita attualmente il Teatro Torti, un vero gioiello nel suo genere. Alla destra si trova la chiesa dei Santi Domenico e Giacomo (XIII secolo). Raccomandiamo prue una visita alla chiesa di San Francesco, alla Pinacoteca Comunale e al vicino Santuario della Madonna delle Grazie.

TREVI

Trevi è facilmente riconoscibile dalla Valle Spoletana. E’ arroccata sopra un colle con i suoi monumenti e le antiche abitazioni che scendono quasi a grappolo lungo il rilievo disseminato di olivi.

Nella piazza principale si trova il palazzo comunale, iniziato nel Trecento e più tardi rimaneggiato, sede della pinacoteca dove sono custoditi reperti romani oltre ad importanti opere pittoriche dello Spagna e del Pinturicchio.

Nelle vicinanze si trovano le chiese di Sant’Emiliano e di San Francesco. La prima risale al XII secolo con un bel portale del Quattrocento dove spicca il santo in rilievo tra due leoni. All’interno vi sono pregevoli opere pittoriche e scultoree, ma merita attenzione particolare l’altare del sacramento, con tre edicole di Rocco di Tommaso. San Francesco, del XIII secolo, è in stile gotico. L’interno, ad una sola navata, ospita alcuni affreschi. Vi è un convento con un bel chiostro.

Trevi (credits: tonixjesse)

Fuori dal centro storico si trova la chiesa di San Martino con annesso convento. Venne iniziata nel Trecento e presenta una sola navata. Sono ammirabili varie opere d’arte tra cui alcuni affresci di Tiberio d’Assisi, del Mezzastris e di Benozzo Gozzoli.

Nei dintorni di Trevi sono presenti altri edifici religiosi degni di nota, tra cui la chiesa della Madonna delle Lacrime, in stile rinascimentale con opere del Perugino, dello Spagna e di altri minori umbri; quella di Santa Maria a Pietrarossa, del XIV secolo, posta nell’antico sito di Trebiae (l’antica Trevi); quella di San Pietro a Bovara, con bella facciata ad unico portale. Si narra che in quest’ultimo luogo Frate Pacifico, che era con Francesco, ebbe la visione del trono riservato in cielo per il santo. Detto episodio è stato poi ripreso da Giotto e raffigurato tra i ventotto riquadri della basilica Superiore di Assisi.

FONTI DEL CLITUNNO

Un ambiente che avvolge il visitatore nella serenità più completa è quello delle Fonti del Clitunno, un fiume che nasce appunto qui e che getta le sue limpide acque in prossimità della cittadina di Bevagna, nella parte opposta della valle. Le sorgenti formano un piccolo specchio d’acqua ombreggiato da pioppi e salici.

Simile ad un’oasi assai suggestiva, la bellezza del luogo era rinomata sin dall’antichità. Plinio il giovane ne descrisse l’acqua limpidissima dove sul fondo era possibile riconoscere le più piccole pietre. I romani furono i primi estimatori di queste acque; infatti presso le fonti sono stati ritrovati, seppure scarsi, resti di antiche ville.

Col passare dei secoli il fascino di questa zona non è scemato, tanto che ad essere colpita è stata anche la sensibilità di alcuni scrittori e poeti famosi, quali Lord Byron e Giosuè Carducci.

Nelle vicinanze si trova il Tempietto del Clitunno, anche conosciuto come chiesa di San Salvatore. Anche se di dimensioni piuttosto ridotte, il tempietto è quanto di più aggraziato si possa trovare nell’architettura paleocristiana della zona. La facciata si presenta con quattro colonne corinzie ed un frontone decorato. L’edificio dovrebbe risalire alla fine del IV secolo, ed è stato in parte innalzato con materiale di spoglio.