Alla scoperta della terra dei Frentani

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Intorno al V sec. a.C. la popolazione dei Frentani di origine sannitica si stanzia in una vasta regione compresa tra l’Adriatico, la Maiella e il corso del fiume Sangro, costringendo la popolazione dei Marrucini ad arretrare verso nord nella loro terra originaria. Oggi questa zona coincide pressappoco con la Val di Sangro, il cui corso ha origine alle pendici del Monte Turchino nel Parco Nazionale d’Abruzzo.

Il lago artificiale di Sangro, più conosciuto come Lago di Bomba, è stato formato dallo sbarramento delle acque del Sangro mediante una diga costruita tra il 1956 e il 1960, capolavoro di ingegneria idraulica. Questo lago rappresenta una delle principali attrattive della valle, meta anche del simpatico e coloratissimo “Treno della Valle” che, partendo dalla stazione di Pescara, percorre a tappe un itinerario turistico e naturalistico nel territorio sangritano, del quale il Lago di Bomba rappresenta l’attrattiva più spettacolare.

Alla confluenza dei fiumi Aventino e Sangro è da segnalare l’Oasi di Serranella, una riserva naturale a carattere palustre, animata da una grande varietà di uccelli: dall’airone bianco alla gru, dall’oca selvatica alle anatre.

Alle pendici orientali della Maiella vi sono pure le Riserve Naturali di Feudo Ugni e di Fara S. Martino che contribuiscono a fare della regione frentana una delle più interessanti dal punto di vista naturalistico.

Allo stesso modo la zona vanta una concentrazione di manifestazioni folcloristiche a testimonianza di un passato ricco di storia e tradizioni popolari custodite gelosamente ancora oggi. Dal “Mastro Giurato” di Lanciano ai “Banderesi” di Bucchianico, dai “Turchi” di Villamagna ai “Talami” di Orsogna; la gran parte dei paesi della zona ha nel proprio calendario una manifestazione, religiosa e profana, che vale la pena di essere vista perché rappresentativa di una tradizione millenaria e semplice qual’è quella abruzzese.

L’ITINERARIO

BUCCHIANICO

Sorge abbarbicata su un ameno colle, tra i fiumi Foro e Alento in un territorio che abbraccia la Maiella e il mare. Interessante il borgo antico di questo paese, all’ingresso del quale è la più antica delle sue chiese: S. Antonio che, sebbene rimaneggiata, ha alcune parti risalenti al X sec. Più oltre c’è la chiesa di S. Urbano, trecentesca, con un bel crocifisso ligneo del Trecento nell’abside; quindi il Santuario di S. Camillo fondato dallo stesso Camillo de Lellis agli inizi del XII sec. La facciata è recente mentre l’interno, ad una navata, ha forme barocche. In piazza Roma si trova invece la Parrocchiale di S. Francesco, del XII sec. Successivamente rimaneggiata, presenta una facciata in cotto del ‘700, al suo interno affreschi settecenteschi di Domiziano Vallarola da Penne.

GUARDIAGRELE

Guardiagrele, uno dei borghi più belli d’Italia, è un delizioso centro alle pendici della Maiella e piccolo gioiello d’arte. Guardiagrele tramanda nel tempo la raffinata arte dell’oreficeria e della lavorazione del ferro battuto.

Il più prestigioso e caratterizzante monumento della città è la Chiesa di S. Maria Maggiore. Sorta su un tempio preesistente e in posizione panoramica, è interamente costruita con pietre della Maiella, così come altre architetture della cittadina che, per questo, fu definita da D’Annunzio “città di pietra“; la facciata di S. Maria è quasi completamente occupata dal campanile quadrangolare del XIII sec., alla cui base si apre uno stupendo portale ogivale con lunetta con un’Incoronazione di Maria tra quattro angeli.

L’interno, risultante dall’accorpamento con un’altra chiesa del XV sec., ha un ambiente unico molto ampio e rimaneggiato nel tempo: di gusto barocco conserva un bel pulpito in nocei ntagliato del XVIIII sec. e, soprattutto, il ricco e prezioso tesoro che si fregia del capolavoro di Nicola da Guardiagrele: la Croce, mirabilmente lavorata da questo insigne artista nel 1431.

A fianco a S. Maria c’è la Chiesa di S. Rocco del ‘500, con interno con pregevoli arredi barocchi come il confessionale e pulpito lignei. Seguono l’Oratorio della Madonna del Popolo e l’Oratorio di Tutti i Santi, dalla preziosa volta affrescata, oggi sede del Museo Civico e della Biblioteca.

Infine menzioniamo la Chiesa di S. Francesco del XIV sec., con facciata a coronamento orizzontale, secondo il consueto modello abruzzese del tempo, ma in seguito sopraelevata. Il portale è romanico-gotico mentre all’interno ha interessanti arredi di età medievale e barocca.

Guardiagrele è anche un ottimo punto di partenza per visitare il Parco Naturale della Majella e la cascata di San Giovanni, salto d’acqua di trentacinque metri che si infrange su un piccolo laghetto sottostante.

LANCIANO

La cittadina è soprattutto una culla dell’arte per la presenza di numerosi monumenti a cominciare dal santuario del Miracolo Eucaristico che conserva la testimonianza del più antico miracolo eucaristico del mondo cattolico. Intorno all’anno 700, nell’antica chiesa di San Legonziano, un monaco basiliano manifestò dei dubbi sulla reale presenza di Cristo nell’Eucaristia. Durante la messa, l’ostia e il vino consacrati si trasformarono realmente in carne e in sangue. Le reliquie sono conservate in un ostensorio che viene ammirato da migliaia di fedeli.

Lanciano vanta una storia millenaria come testimoniano gli scavi effettuati negli anni scorsi. E’ l’antica Anxanum, capitale del popolo dei Frentani, che in seguito diventò zona importante per i Romani. I risultati delle indagini archeologiche testimoniano la presenza di un abitato neolitico e i più recenti scavi nel centro antico hanno messo in luce i resti della città di Anxanum: una grande struttura abitativa databile al XII sec. a.C.; un insediamento, quindi, tra i più antichi d’Abruzzo.

Tra il XIII e il XV secolo Lanciano raggiunge il suo massimo splendore sia per la produzione architettonica che per l’economia derivante dallo sviluppo delle Fiere. La struttura della vecchia città è ancora chiaramente leggibile.

Lanciano, città d’arte, è ricca di capolavori di architettura romanica e gotica tra i quali S. Maria Maggiore e S. Agostino con i meravigliosi portali; il complesso delle Mura civiche delle Torri Montanare dell’XI e XV secolo; il Torrione Aragonese detto di S. Chiara (XV secolo), le Chiese di S. Biagio (XII sec.), di S. Giovina (XVI sec.) S. Lucia (XIII sec.), S. Nicola (XV sec.) e poi Porta S. Biagio (Xl sec.), le Fontane del Borgo (XVI sec.) e di Civitanova (ricostruita nel 1825). E ancora edifici privati, strade, piazze e vicoli medievali ma anche pregevoli Palazzi Liberty e Dèco nel Quartiere Fiera e in Viale Cappuccini. Un centro storico intatto nella morfologia e nella tipologia, con le case a schiera e i palazzi neoclassici e il Ponte di Diocleziano che rappresenta un unicum di strutture architettoniche, civili e religiose, un organismo davvero complesso e irripetibile.

Lanciano rappresenta una delle principali destinazioni del turismo culturale e religioso in Abruzzo.

ATESSA

Situata su due colli vicini, nasce forse dall’unione di due paesi Ate e Tixe che, secondo una mitica leggenda, poterono unirsi solo dopo l’intervento miracoloso di S. Leucio che liberò il vallone che li separava dal drago divoratore di uomini.

Ed è proprio a questo santo che il paese ha intitolato la Parrocchiale che, restaurata nel 1935, conserva l’originale portale mediano ad ogiva, il rosone riccamente lavorato e piccole sculture tra cui al centro quella di S. Leucio. L’interno, oggi a cinque navate, ha veste barocca: vi si conserva il fossile di una costola di un mammifero che la leggenda attribuisce al mitico drago.

Lungo la salita al castello c’è la quattrocentesca casa De Marco, con finestra ogivale con capitelli e leoni che rivela un’influsso del gusto pugliese. Anche il complesso di Vallaspra è legano ad una leggenda: si narra che il pozzo del chiostro del convento, detto del miracolo, nel 1709 si fosse riempito d’acqua, mentre tutti gli altri erano secchi, perché un padre vi avrebbe versato l’olio della lampada dell’altare del Santissimo.