Cosa vedere a Cividale del Friuli

Cividale del Friuli si trova in provincia di Udine, nel Friuli-Venezia Giulia. Il borgo sorge ai piedi degli imponenti colli del Friuli, ed è in parte costeggiata dal fiume Natisone, il quale con il suo color turchese valorizza il paesaggio.

La città fu fondata nel II secolo a.C. da Giulio Cesare, ed il nome era Forum Julii (dal quale deriva il nome “Friuli”).

Essendo un borgo dalle dimensioni contenute (occupa una superficie di 50 km quadrati), in una sola giornata è possibile visitare i suoi molti reperti artistici e monumenti, i quali fanno parte del Patrimonio dell’Umanità dal 2011.

Passeggiando per le vie del borgo arriviamo alla piazza principale che accoglie, dal 1457, il Duomo di Santa Maria Assunta. Nei secoli successivi alla sua costruzione, il duomo fu modificato anche a causa del crollo subito nei primi anni del 1500, assumendo uno stile pienamente rinascimentale. Al suo interno si possono ammirare la Pala d’argento di Pellegrino II e due dipinti di Palma il Giovane. Poco distante dal Duomo si trova il Museo Cristiano che contiene importanti testimonianze della dominazione Longobarda, tra cui: l’Ara di Ratchis, altare fatto in pietra istriana e risalente al 744, e la spada del Patriarca Marquardo di Randeck.

Sulla piazza principale si affaccia anche il palazzo dei Provveditori Veneti, costruito in epoca medioevale, all’interno del quale è ospitato il Museo Archeologico Nazionale. Il museo raccoglie molti reperti ritrovati durante una serie di scavi che furono eseguiti per ordine dell’imperatore d’Austria Francesco I, e testimoniano il passaggio di Romani, Longobardi e Bizantini. Dal cortile del palazzo, è possibile ammirare tutte le statue ed opere architettoniche che lo decorano.

Per chi è particolarmente appassionato da luoghi con una notevole anima storica, consiglio di visitare il cimitero ebraico risalente all’epoca medioevale.

Il ponte del diavolo

Una delle costruzioni più caratteristiche del posto è indubbiamente il Ponte del Diavolo risalente al 1442. Il nome deriva dalla leggenda secondo la quale il ponte sarebbe stato costruito dal diavolo che chiese in cambio l’anima della prima persona che lo avrebbe attraversato. E’ costruito interamente in pietra ed è decorato con due grandi arcate, mentre la parte centrale del ponte è poggiata su una roccia naturale. Il ponte fu distrutto e ricostruito ben due volte a causa delle guerre combattute su questi terreni.

Gastronomia

La cucina del posto è il risultato di un unione di tradizioni: quelle italiane e quelle dell’impero Asburgico. Le pietanze tipiche dal “lato italiano” sono il conosciutissimo prosciutto San Daniele, la Brovada, un tipo particolare di rapa, ed il muset, ovvero un cotechino assemblato utilizzando parti del muso del maiale.

I piatti che si avvicinano alle tradizioni Austriache e Slovene sono lo stakanje, cucinato utilizzando patate, zucchine e tegoline, il tutto condito con aglio, aceto e ciccioli, ed una minestra di rape con fagioli e grano turco, la Bizna.

Qualunque piatto scegliate di assaggiare, è doveroso accompagnare il tutto con un bicchiere di vino del posto, tra i quali spiccano vini rossi come Refosco e Cabernet, ma anche bianchi come il verduzzo ed il tocai friulano.

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