Arcola, l’avamposto della Val di Vara

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Già castrum romano e strategico “cavallo di Troia” nella guerra di conquista contro i liguri, Arcola anche oggi è un avamposto. Un avamposto della val di Vara in val di Magra, con il suo nucleo storico raccolto in centro concentrici attorno alla torre pentagonale, che si erge come un baluardo in terra forestiera.

Il borgo si trova arroccato a cavallo della zona lievemente collinare che separa il golfo della Spezia dalla piana del fiume Magra.

COSA VEDERE

Innanzitutto il castello, costruito nell’XI secolo sotto il dominio degli Obertenghi, e attuale sede del municipio. Situato sovrastante il paese, con vista strategica sulla piana di Sarzana e la foce del fiume Magra, la costruzione del castello è risalente agli inizi del XII secolo. Nel corso del XIII secolo subì numerosi e gravosi assedi, tra cui l’assalto della Repubblica di Genova nel 1278 per la conquista del feudo; dell’assedio genovese rimarrà intatta solo la vicina torre. Ricostruito ex novo e convertito in palazzo feudale fu nel 1320 assediato dal Signore di Lucca Castruccio Castracani; nel 1436 ritornò in possesso della repubblica genovese.

Al suo fianco si erge la ben conserva torre pentagonale “degli Obertenghi”: alta 25 metri, con un perimetro di ugual misura, costituiva il cuore del sistema difensivo; posta nella zona più vulnerabile agli attacchi nemici, si protendeva in direzione di porta Sovrana. L’unico accesso era una stretta porta ancora oggi visibile.

Tra la torre e il piazzale del municipio vi è inoltre in un’aiuola un’antica vasca marmorea per la misurazione di mezzo barile di vino. Secondo la dicitura impressa nel marmo l’unità di misura utilizzata era quella di Genova nei primi anni del XVII secolo. La vasca reca come datazione il 1601.

La Pieve dei Santi Stefano e Margherita fu residenza estiva dei vescovi di Luni ed è la più antica di Arcola (1132). Il muro di sostegno del terrazzamento del giardino esterno è corredato da reimpieghi marmorei provenienti dall’antica Luni.

Nel luogo in cui avvenne la miracolosa apparizione della Vergine alle cinque sorelle Fiamberti, il 21 maggio 1556, venne edificato il santuario di N.S. degli Angelo. Nel 1558 venne aggiunta l’attuale cappella sotterranea. Il sagrato, secondo il canonico modello ligure, è pavimentato con ciottoli bianchi, rossi e neri a formare la rosa dei venti.

NEI DINTORNI

Situata nella spianata di fronte alla porta principale del borgo di Trebiano (6 km a nord-ovest di Arcola) – da cui si scorge un bellissimo panorama – la pieve di San Michele Arcangelo venne costruita nel XVI secolo su una struttura precedente; di stile romanico, presenta un impianto con tre navate sostenute da otto colonne di marmo rosso locale. Al suo interno è conservata un’ara di epoca romana proveniente dal sito archeologico di Luni e riutilizzata come pila dell’acqua benedetta.

Merita una visita anche il castello di Trebiano. Citato per la prima volta nel diploma del 963 dell’imperatore Ottone I, fu costruito dai vescovi di Luni che utilizzarono il maniero come roccaforte sul colle. Nel 1039, così come l’intero feudo, divenne dominio dei Signori di Trebiano, vicini alla diocesi lunense. Curiosamente, nonostante l’imponente mole della struttura suggerisca per il castello una posizione per la difesa del paese, fu scelto dai vescovi come semplice residenza feudale.