Itinerario tra Tuscania e Tarquinia, due perle della Tuscia

TUSCANIA E LE SUE CHIESE

Di origine molto antica (IX sec. a. C.) Tuscania, nel periodo etrusco, fu un importante centro militare e commerciale. Importanza che mantenne durante l’occupazione dei Romani avvenuta a partire dal II sec. a.C. Fu poi conquistata dai Longobardi e, con la loro caduta (774), entrò a far parte del Patrimonio della Chiesa. Fu poi feudo di diverse famiglie e libero Comune, ma sopo alterne vicende tornò sotto il dominio della Chiesa nel 1443. Distrutta dai francesi nel 1495, fu poi ricostruita. E nella forma rinascimentale ci appare oggi. Nel 1971 è stata colpita da un terremoto , ma i lavori di restauro l’hanno ricostruita.

Di grande interesse soprattutto la Chiesa di Santa Maria Maggiore, l’antica Cattedrale di Tuscania, edificata nel secolo VIII, e modificata nel XII. Fu costruita in stile romanico-gotico sulle rovine di un tempio romano, di cui sono stati trovati i resti sotto la navata centrale. La facciata, del XIII secolo, è riccamente decorata. Al suo interno una vasca battesimale a immersione ed altre opere di età medievale.

La chiesa di San Pietro fu costruita nel sec. VIII in stile romanico-lombardo e rappresenta uno dei più bei monumenti italiano del periodo. Nella cripta resti di una costruzione romana preesistente.

Al 1200 circa risale la Chiesa di S. Maria del Riposo. Oggi appare nella sua ristrutturazione cinquecentesca. Annesso alla chiesa il vecchio convento, oggi sede del Museo archeologico Tuscanense che raccoglie la storia della città fin dal IV sec. a. C.

A VETRALLA LA CHIESA DI SAN FRANCESCO

Il nome Vetralla fu scelto da Papa Pio VI nel 1783. Abbandonata in età romana fu ripopolata nel medioevo. A questo periodo risalgono la Rocca, che nel 1669 fu trasformata in monastero e di cui, dopo la seconda guerra mondiale, si è salvato solo un grande torrione merlato.

Del Settecento il Duomo, in stile neoclassico. Dell’XI la Chiesa di San Francesco, romanica, edificata su un’altra forse dell’VIII sec. Sulla facciata, semplice, si apre un bel portale ornato da motivi floreali.

Proseguendo sulla statale che porta a Tarquinia, dopo pochi km si giunge a Monte Romano, sito tra il Poggio Ficonaccia e la collinetta detta la Rotonda. Con molta probabilità questi erano i luoghi dell’antica città di Aria. Al centro di Monte Romano edifici sei-ottocenteschi.

TARQUINIA E LA NECROPOLI ETRUSCA

Di origine etrusca, venne unita ai domini della dinastia dei Tarquini. La loro cacciata da Roma, nel 510 a.C. segnò la sua decadenza. Annessa a Roma come città confederata, subì le invasioni barbariche. Intorno al VII secolo gran parte della popolazione si trasferì su un colle vicino. Nacque così Corneto, la Tarquinia moderna, che raggiunse un alto grado di sviluppo commerciale e marittimo. Nel ‘500 passò sotto il dominio della Chiesa fino al 1870. Nel 1922 Corneto assumeva il nome di Tarquinia.

La parte storica della città, una delle più interessanti del Lazio, è ricchissima di testimonianze storiche. Sono ancora in piedi 18 torri di epoche diverse, mentre le mura la cingono per 3,2 km.

Di particolare interesse Palazzo Vitelleschi, del CV secolo, secondo uno stile gotico-rinascimentale. Nella facciata, sopra il portale, lo stemma dei Vitelleschi, la famiglia che lo fece costruire. Il palazzo è la sede del Museo Nazionale Tarquiniense, una delle più complete raccolte di reperti etruschi. Da segnalare soprattutto i sarcofagi, quello del Magnate, il più ricco, in calcare bianco, e quello dell’Obeso, la cui figura è resa con un verismo tipicamente etrusco. Ancora, i due Cavalli Alati, attaccati originariamente ad una biga, forse trainata da Apollo, di cui restano pochi frammenti. Il gruppo è una delle opere più interessanti della produzione etrusca del IV-III sec. a.C.

Santa Maria del Castello, nella parte più antica della città, fu costruita nel sec. XII. Il pavimento è un mosaico cosmatesco e conserva una fonte battesimale a immersione dei primi anni del secolo.

La Necropoli Etrusca, poco distante dal paese, con circa 5.000 tombe, conserva il complesso pittorico antico più grande giunto fino a noi. Gli affreschi delle camere sepolcrali risalgono al periodo che va dal VI alla fine del II sec. a.C. Particolarmente interessanti la romba degli scudi, la tomba dell’orco, la tomba dei tori, la tomba degli auguri. Tra i colori vivaci predominano il rosso, l’azzurro e il verde scuro.

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