Terni, la città di San Valentino

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Pur essendo molto meno pittoresca dei tanti borghi umbri a cui fa capoluogo, Terni riserva comunque grandi sorprese frutto di una storia millenaria.

non è solo la città delle acciaierie, del ferro e del fuoco, ma è circondata da paesaggi che hanno incantato i visitatori nel corso dei secoli: un territorio ricco di verde, di acque (anche celebri come quelle di San Gemini), di borghi medievali, di meraviglie della natura come la Cascata delle Marmore e il lago di Piediluco.

Terni è anche la città di San Valentino, protettore degli innamorati. La basilica, che ne custodisce il sepolcro, è meta continua di pellegrinaggi, mentre ogni anno l’intera città dedica importanti eventi al santo patrono, che culminano nella festa del 14 febbraio.

Sulle pendici delle montagne, le cui cime in inverno si coprono di neve, e sulle alture che dominano il corso del Nera, piccoli borghi medievali con le loro torri di pietra fanno da sentinelle.

Dopo la metà del XIX secolo, Terni fu partecipe di quella rivoluzione industriale che le valse l’appellativo di “Manchester italiana”. Il suo assetto attuale, soprattutto a causa dei pesanti bombardamenti subiti durante la seconda guerra mondiale, è prevalentemente moderno e dinamico. Nonostante questo, Terni conserva parte del suo centro antico ed alcuni notevoli monumenti.

CENNI STORICI

Molti reperti, rinvenuti nella zona, fanno ipotizzare un sito risalente all’età neolitica, protovillanoviana e del ferro. Occupata dai Romani nel 299 a.C., divenne un importante municipio con teatri, terme e templi. La Cascata delle Marmore fu portata a termine in questo periodo. Di seguito fu costruita la Flaminia che, agevolando gli scambi tra Roma e il Nord, trasformò la città in un centro assai fiorente.

Durante le invasioni barbariche Terni subì vari saccheggi: Totila nel 546, Narsete nel 554, i Longobardi nel 755, i Saraceni nell’846 e nell’882.

Il passaggio di Federico Barbarossa (1155) fu accolto benevolmente dai ternani che, però, non volendone riconoscere i magistrati imperiali, subirono l’invasione delle truppe dell’Arcivescovo Cristiano di Magonza che devastò quasi completamente la città (1174).

Ripreso nuovo vigore, Terni passò più volte dall’Impero alla Chiesa: lottò con Spoleto e Narni, visse le contese tra Guelfi e Ghibellini, fu governata dagli Orsini e più tardi passò sotto il dominio di Ladislao di Napoli, scacciato successivamente da Braccio Fortebraccio nel 1414. Tornò al Papato definitivamente nel 1420, escluso un breve periodo di sottomissione a Francesco Sforza e la fugace occupazione dei francesi nel 1798.

La posizione geografico-strategica della città e la ricchezza idrica della zona favorirono l’espansione industriale che prese il via con il cotonificio Fonzoli (poi Gruber), già al tempo dello Stato Pontificio. Il grande sviluppo delle industrie si ebbe però nel 1873 con l’installazione degli altiforni Lucowich, seguito, nel 1874, dalla Fabbrica d’Armi e nel 1884 dalla Società degli Alti Forni, Fonderie e Acciaierie, voluta soprattutto dalla tenace volontà dell’ammiraglio Benedetto Brin.

Durante la seconda Guerra Mondiale, proprio per la sua importanza industriale, la città fu completamente distrutta dai ripetuti bombardamenti. Con la ricostruzione di nuovi quartieri, Terni ha definitivamente assunto un aspetto moderno, pur mantenendo ancora interessanti opere d’arte.

COSA VEDERE 

L’attuale assetto urbanistico e architettonico, prevalentemente moderno e dinamico, è frutto in gran parte degli interventi di ricostruzione effettuati dalla metà degli anni ’50 dopo i pesanti bombardamenti subiti durante la seconda guerra mondiale.

Oggi la città si presenta al visitatore con un aspetto decisamente moderno, anche se sono ancora visibili molte testimonianze del passato.

Per la visita si può partire da Piazza Cornelio Tacito, con la centro la caratteristica fontana ornata di mosaici che raffigurano i segni dello Zodiaco.

Si prosegue verso Corso Tacito per giungere nella Piazza della Repubblica, centro della città, dove sorge il Palazzo Comunale, di stile rinascimentale, ricostruito da Benedetto Faustini nel 1878; nella parte opposta si scorge un lato del Palazzo della Posta e del Telegrafo, di Cesare Bazzani, edificato al posto di un’antica chiesa, sotto la quale furono ritrovati alcuni resti di una costruzione romana.

Nella vicina Via Cavour si trova Palazzo Magroni di Antonio da Sangallo il Giovane e più avanti il bellissimo Palazzo dei Mazzancolli, medievale, restaurato nel 1927. Ha un severo portale che immette in un cortile a doppio loggiato dove sono conservati vari reperti di epoca romana.

Si ritorna a Piazza della Repubblica per giungere nella vicina Piazza Europa, dove si può visitare la Chiesa di San Giovannino (edificata sui resti di un edificio romano) al cui interno si conserva un affresco del ‘500 ed un’interessante tela del ‘600. In fondo alla piazza sorge il Palazzo Spada (sec. XVI) di Antonio da Sangallo il Giovane, con maestoso portale dal cornicione molto decorato e una facciata ricca di finestre e mezzanini. Proprio dietro il palazzo si trova la Chiesa di San Salvatore, sorta sulle rovine di un tempio romano e composta da un corpo rettangolare e da un presbiterio cilindrico nel cui interno si conservano resti di affreschi duecenteschi. Sull’altare maggiore vi è una Crocifissione del ‘500, di scuola umbra e, nella navata di sinistra si può ammirare la Cappella Manassei con affreschi del Trecento di Scuola Senese.

Si torna in Piazza Europa e, percorrendo Via Roma, si incontra, sulla destra, il Politeama Lucioli, costruito sul luogo di un vecchio ospedale, dove sono state rinvenute tracce di una cisterna romana. Poco più avanti si incontra la Torre dei Barbarossa, di stile romanico, una delle poche medievali rimaste in piedi.

Si prosegue per Via dell’Arringo per giungere a Piazza del Duomo con una bella fontana di Corrado Vigni e lo splendido Palazzo Bianchini-Riccardi del Cinquecento, della scuola di Antonio da Sangallo il Giovane, con una facciata adornata da gigli angioni ed un magnifico cornicione.

Di fronte sorge il Duomo, dedicato all’Assunta, restaurato e riconsacrato nel 1653; ottimo il portale romanico con rilievi dei secoli XII e XIV. La facciata è abbellita da statue di Corrrado Vigni mentre l’interno, a tre navate, conserva tra l’altro, un coro ligneo (1559) ed il fastoso organo di Luca Neri del 1646. Appare interessante la visita alla cripta, a tre navate, risalente al Mille dove è sepolto Sant’Anastasio.

Ci si dirige verso Via XI Febbraio e si svolta a sinistra per Via S. Alò ove è la graziosa Chiesa di Sant’Alò, romanica, dell’XI secolo e quasi completamente restaurata nel 1955.

Si ritorna in Piazza Duomo e per Via del Vescovado si giunge ai resti dell’Anfiteatro Romano (32 d.C.). Si percorre Via Roma, Piazza della Repubblica e Corso Vecchio sino alla Chiesa di San Pietro, gotica del XIV secolo.

Nella vicina Via Manassei si trova Palazzo Manassei, seicentesco, sede della Pinacoteca, dei Musei Civici e del Museo Preistorico. Il complesso è ricco di opere d’arte come sculture, frammenti di epoca romana, sarcofagi, bassorilievi, iscrizioni e poi dipinti di Benozzo Gozzoli, Nicolò Alunno, Giovanni Spagna, Pier Matteo d’Amelia.

Si riprende Corso Vecchio dove si trova il Teatro Comunale Giuseppe Verdi, realizzato nel 1849 e ristrutturato completamente dopo i danni bellici subiti. Si arriva così ad una piazzetta dove sorge la Chiesa di San Lorenzo (XI sec.), restaurata nel ‘600. L’interno è a due navate, di cui una più bassa, con un affresco del ‘500. Quasi di fronte è la Torre dei Castelli, nei pressi della quale c’è la Chiesa di San Tommaso.

Nella vicina Via Angeloni c’è un’altra chiesa, quella di San Cristoforo, risalente al Duecento con affreschi del Tre-Quattrocento. E’ divisa in due parti, una antica e una moderna. All’entrata di quest’ultima si trova un cippo con la statua di San Francesco, dove si dice che il Poverello abbia miracolato un bambino e trasformato l’aceto in vino, durante una visita nel 1213.

Si supera Corso Tacito e attraverso Via Faustini e Via Fratti ci si apre alla Chiesa di San Francesco, gotica, eretta nel 1265. Rimaneggiata e più volte restaurata essa possiede un campanile a pianta quadrata con bifore e quadrifore. La facciata, con portale in stile gotico, è stata ampliata delle parti laterali nel XV secolo. L’interno, a tre navate, è reso più maestoso dalla grandiosa abside del 1445 e da notevoli rappresentazioni pittoriche. In fondo alla navata è la Cappella Paradisi, aggiunta nel ‘300, con affreschi di Bartolomeo di Tomaso, ispirati a scene dantesche.

Interessante si presenta pure la Chiesa di Santa Maria del Monumento che è ubicata presso il cimitero. Edificata sui resti di un monumento funerario del Quattrocento, contiene affreschi bassomedievali.

Attraversando il Nera alla fine di Corso del Popolo e proseguendo per Via Mentana e Via Zaccaria ci si trova di fronte alla Basilica di San Valentino, costruita agli inizi del Seicento, per accogliere le spoglie del Santo, vescovo ternano decapitato a Roma nel 273. Oggi è patrono della città e degli innamorati di tutto il mondo.

NEI DINTORNI

Nei dintorni, da non perdere, la Cascata delle Marmore, la più alta d’Europa, il lago di Piediluco, posto tra alture ricoperte di lecci, al confine con il Lazio, meta ideale per appassionati di velismo, canottaggio e sci acquatico. Sulle sponde del bacino si allunga il caratteristico paesino di pescatori con le case colorate, mentre dalle acque del lago si eleva un monte di forma conica noto come Montagna dell’Eco per l’eccezionale fenomeno che può ripetere fino a due endecasillabi. Le zone umide del Recentino e di San Liberatore, piccole oasi frequentate da flussi di uccelli migratori e che rappresentano un ecosistema ideale per flora e fauna.

Nelle immediate vicinanze merita una visita l’area archeologica di Carsulae, antico municipio romano sorto lungo il tracciato della via Flaminia: gli scavi e le ricerche hanno permesso di riportare alla luce una buona parte della zona del Foro, con i resti della basilica e di due templi gemelli, il Teatro e l’Anfiteatro e l’arco di San Damiano, oltre il quale si trovano dei monumenti sepolcrali molto interessanti. A fianco del Foro è stata costruita, con i materiali archeologici reperiti nella zona, la chiesa medioevale di San Damiano.

EVENTI E MANIFESTAZIONI

Tra le feste ternane acquista sempre più vigore il Cantamaggio, ispirata al risveglio della natura. I carri allegorici che sfilano in città il 30 aprile richiamano notevole pubblico. Le origini della manifestazione sembrano potersi ricondurre a riti pagani e tribali legati a pratiche agresti che intendevano festeggiare il ritorno della buona stagione ed in un certo qual modo ingraziarsi le divinità per favorevoli raccolti estivi.

L’attuale Cantamaggio Ternano, infatti, prende spunto da un’antica consuetudine cittadina: gruppi di “maggiaioli” detti anche “maggianti“, la cui traduzione letterale risulta essere “portatori del maggio” (un ramo fiorito a cui veniva appeso una lanterna), andavano di casa in casa cantando stornelli e canzoni d’amore; spesso ricevevano in cambio denaro o generi alimentari vari ed allora piantavano il ramoscello in terra per propiziare la fortuna e la fecondità.

Il clou della festa di primavera di Terni sono le sfilate per le vie cittadine dei “Carri di Maggio“, carri allegorici a tema, ognuno con la propria canzone, che si sfidano per la vittoria finale. Nei giorni precedenti la sfilata ed in quelli successivi, gli organizzatori, in collaborazione con le associazioni culturali ed i gruppi teatrali, allestiscono rappresentazioni, mostre e spettacoli vari oltre all’ormai tradizionale gara canora di canti dialettali.

La Festa delle Acque, in una zona questa che ne è particolarmente ricca, si celebra alla Cascata delle Marmore e nella vicina Piediluco per 9 giorni tra la fine di giugno e l’inizio di luglio (con serata conclusiva la prima domenica di luglio).

L’origine di questa festa dedicata al solstizio d’estate si perde nella notte dei tempi, quando gli abitanti del Lago omaggiavano le divinità acquatiche, soprattutto il Dio Nettuno, decorando imbarcazioni rituali. Ed ancora oggi il momento clou della Festa delle Acque di Piediluco è la sfilata in notturna delle barche allegoriche sullo specchio d’acqua di origine naturale, che si è trasformata in una vera e propria competizione tra “barcaioli artigiani” e le loro opere d’arte svolgendosi l’ultimo sabato della manifestazione. Al termine della sfilata, ed una volta acclamata l’imbarcazione più bella, un meraviglioso e suggestivo spettacolo pirotecnico illuminerà il Lago e tutti gli spettatori, abitanti, semplici astanti e turisti assiepati sulle sue sponde.

Ma la Festa delle Acque è molto di più: le strette viuzze e le piazze del paesino medievale si riempiono di colori, profumi, sapori, musica ed eventi. Assurgendo al rango di vero e proprio festival culturale con spettacoli teatrali e rievocazioni storiche del Medioevo, concerti, degustazioni di prodotti tipici ed il concorso Vicoli e Balconi Fioriti.

Per gli amanti dei mercatini dell’antiquariato, segnaliamo che ogni secondo weekend del mese, ad eccezione di luglio e agosto, si tiene in Piazza San Francesco il mercatino di piccolo antiquariato, modernariato e collezionismo che vede coinvolti 70/80 operatori del settore.

La Sagra della Ciriola, che si tiene nel mese di giugno, ospita un ricco ed eterogeneo il programma degli spettacoli, con serate di ballo liscio e musica dal vivo. Il tutto condito dalle specialità proposte dallo stand gastronomico, come gli sfiziosi antipasti, le classiche ciriole preparate in varie versioni e la carne cotta alla brace.

Nel mese di maggio si tiene la Corsa del Bravio di Terni, una gara equestre che  ha le sue origini negli antichi festeggiamenti per l’indulgenza papale. Alla sfida prendono parte undici Comuni: Acquasparta, Amelia, Assisi, Calvi dell’Umbria, Casteltodino, Collescipoli, Giove, Gualdo Tadino, Montefranco, Orte e Stroncone che si affrontano con grande animosità per prevalere sui paesi vicini e poter fare sfoggio del trofeo. Il programma della Corsa del Bravio comprende un Corteo Storico oltre che iniziative ludiche, culturali e gastronomiche di piatti tipici locali.

Tra ottobre e novembre si svolge la rassegna culturale più spaventosa dell’Umbria: il Terni Horror Fest tra film, musica e reading per un halloween letteralmente da paura.

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