Lungo l’Adriatico da Ortona a Vasto

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La striscia di costa che da Ortona scende fino al confine molisano si diversifica dal tipico litorale adriatico; infatti al posto delle vaste spiagge dorate troviamo scogliere rocciose a picco sul mare, ricche di una vegetazione spontanea che contribuisce a dare a questa costa un aspetto ancora selvaggio e incontaminato. Agli amanti di spiaggette solitarie si offre la possibilità di scelta tra le tante piccole insenature di cui il mare è ricco.

I paesi costieri sorgono su promontori dai quali è possibile godere di suggestivi panorami a perdita d’occhio che ad oriente guardano il verde Adriatico e ad occidente l’imponente Maiella.

La zona vanta anche una rinomata tradizione viticola come si può desumere dalle piantagioni di viti che, in una felice posizione, maturano al sole, dando all’intero panorama un aspetto tipicamente mediterraneo. Il continuo alternarsi di vigneti ed uliveti, che spesso arrivano sino a pochi metri dal mare, conferisce alla natura del territorio una connotazione selvatica, ancora saggiamente conservata.

E’ accattivante, poi, l’atmosfera che si respira scendendo verso il confine meridionale della regione dove, non senza sorpresa, ci si imbatte nella splendida chiesa di S.Giovanni in Venere, posizionata su un dolce promontorio a ridosso del mare Adriatico, la cui architettura testimonia l’influenza della cultura mediterranea d’ispirazione pugliese, che qui ha lasciato evidenti segni nella ricchezza e raffinatezza dei decori del monumento.

ORTONA

Antico porto dei Frentani, Ortona ancora oggi è il principale porto della regione. La città sorge su un promontorio, a picco sul mare Adriatico, sul cui versante orientale si distende una bella e panoramica strada, conosciuta come Passeggiata Orientale che parte, a nord, dal Castello Aragonese. Costruito nel XV sec. da Alfonso d’Aragona a guardia del porto, il castello si presenta oggi molto danneggiato dalle frane e dai bombardamenti dell’ultima guerra.

Ortona
Ortona

Non lontana dal castello, in piazza S. Tommaso, sorge la Cattedrale, intitolata nel 1258 a S. Tommaso, del quale custodisce le reliquie. Edificata forse su un tempio pagano, la chiesa è antichissima ed ha subito molti rimaneggiamenti nel tempo. La facciata, restaurata dopo gli ingenti danni della guerra, ha conservato il portale gotico originario, opera preziosa di intaglio dell’ortonese Nicola Mancino. Il campanile, interamente rifatto, ha l’antica campana del 1588, una delle più grandi d’Italia, del peso di 51 quintali. L’interno, che ha conservato l’impianto cinquecentesco, custodisce accanto ad opere antiche, pregevoli opere moderne.

Accanto alla cattedrale c’è un Museo-Pinacoteca con dipinti dal XIV al XVII sec., reperti paleocristiani e romani, oltre ad oggetti preziosi di artigianato.

Sempre nella piazza si trova l’originale Monumento ai Caduti Civili opera del 1964 di T. Cascella.

A metà della Passeggiata Orientale c’è largo Farnese, dove si erge il possente Palazzo Farnese costruito sul finire del XVI sec. su disegno di Giacomo della Porta e rimasto incompiuto. Vi hanno sede la Biblioteca Comunale e la Pinacoteca Cascella che conserva molte opere donate dallo stesso artista abruzzese. La passeggiata si conclude alla Villa Comunale.

Nel vicino corso Garibaldi si trova la chiesa di Santa Caterina, con portale duecentesco e interno barocco: essa custodisce, entro una piccola cappella, un affresco, miracoloso secondo la leggenda, che raffigura un Cristo dal cui costato nel 1566 sarebbe sgorgato sangue, raccolto poi amorevolmente in due ampolle.

FOSSACESIA

Immediatamente prima di arrivare a Fossacesia, in una felice posizione da cui si gode un suggestivo panorama sull’Adriatico, si trova una delle più importanti abbazie abruzzesi: S. Giovanni in Venere. Il complesso, chiesa e convento, sorse probabilmente sul sito di un tempio di Venere di cui riutilizzò, pare, parte dei materiali, ed è documentato a partire dal VI sec. Nel 1165 l’abate Oderisio II ampliò la chiesa che assunse poi forme cistercensi. La facciata, nella sua parte inferiore, è in pietra e vi si apre un portale in marmo detto della luna, con altorilievo nella lunetta. Ai lati due ornatissimi e larghi pilastri con altorilievi a soggetto sacro e decori di derivazione pugliese. Da notare, al sommo del pilastro di destra, un frammento di un fregio di età romana con cuspidi tra girali di foglie d’acanto. All’estrema sinistra, c’è il sepolcro dell’abate Oderisio II. Bellissime le tre absidi, raffinatissime nei loro ornati policromi di gusto arabeggiante.

L’interno è a tre navate divise da robuste arcate ad ogiva; mediante una scala si accede al presbiterio con volta a crociera e abside che si ripete ai due lati. Un’altra scala conduce alla cripta, divisa in due navatelle per mezzo di colonne in marmo provenienti da edifici pagani; nei catini delle absidi di fondo affreschi della fine del XII se. Bellissimo è anche il chiostro che, sebbene ricostruito nel ‘900 su tre lati ha conservato le trifore con colonnine in marmo.

Dal piazzale dell’abbazia un viale porta a Fossacesia dove, in piazza del Popolo, c’è la chiesa di S. Donato, ricostruita dopo i danni della guerra, il cui campanile ha conservato come base un’antica torre delle mura di cinta.

Poco lontano dal centro abitato è stato riportato alla luce un villaggio neolitico della cultura Ripoli.

VASTO

Vasto è l’antica Histonium che la leggenda vuole fondata da Diomede. Fu città dei Frentani, quindi romana; fece parte del ducato di Benevento e nell’802 fu messa a ferro e fuoco da Pipino. Tra XV e XVIII sec. fu sotto il dominio di vari feudatari.

In piazza Rossetti c’è il monumento al poeta e patriota vastese Gabriele Rossetti. A nord della piazza c’è il castello d’impianto duecentesco con aggiunte e rifacimenti posteriori. Ha due torri cilindriche e possenti bastioni angolari. Il lato orientale della piazza conserva l’andamento semicircolare di un anfiteatro, qui costruito in età romana, e si conclude a sud con l’austera torre di Bassano del 1439.

Vasto
La spiaggia di Vasto – foto di Daniele di Egidio

Nelle immediate vicinanze si trova la chiesa di S. Maria Maggiore, risalente all’XI sec. ma rifatta nel 1785 a causa di rovinose distruzioni. Trecentesca è invece la torre campanaria. L’interno, a tre navate con cupola, è neoclassico; vi si conservano pregevoli opere di scuola veneta e, in particolare, uno Sposalizio di S. Caterina attribuito a P. Veronese.

Sul bastione alle spalle della chiesa c’è la casa natale di Gabriele Rossetti, come ricorda la tarda, ricostruita nel 1952 e oggi sede della biblioteca comunale. Da qui si può godere di un suggestivo panorama sulle colline dai caratteristici oliveti che declinano dolcemente fino al mare, sul cui orizzonte si scorgono le isole Tremiti.

Palazzo D’Avalos, rifatto su una preesistenza nel XIV sec., rovinò con l’incendio dei Turchi nel ‘500 e fu subito dopo ricostruito in forme tardo rinascimentali. Fu anche dimora di Vittoria Colonna, la dolce confidente del tormentato Michelangelo Buonarroti. Parte del palazzo accoglie il Museo Civico che conserva reperti archeologici del territorio circostante e una raccolta di dipinti dei fratelli Palizzi, alcuni dei quali ebbero qui i natali.

Segue piazza del Popolo col suo bell’affaccio sul mare e, vicinissima, piazza L. V. Pudente, dove si erge la cattedrale. Molto antica, ha subito vari rifacimenti, l’ultimo nel 1890, pur conservando ancora l’antica facciata duecentesca con portale ogivale e rosone (restaurato). L’interno, ad una navata, è in stile pseudogotico.

Non lontane sono le chiese di S. Pietro, che conserva dell’antico impianto il ricco portale strombato e rilievi, e di S. Antonio, dal bell’interno barocco con opere dei fratelli Palizzi.

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