Percorso lungo il confine italo-sloveno

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Da sempre crocevia commerciale, la Venezia Giulia si pone come ideale punto d’incontro fra tre culture: italiana, slava e austriaca. Da Trieste e Gorizia partono gli itinerari di maggiore interesse.

TRIESTE, CITTA’ DI FRONTIERA

Abitata sin dall’età del ferro, la paleoveneta Tergeste venne conquistata dai Romani diventando attivo centro commerciale. Dopo la caduta dell’impero la città passò prima ai bizantini, poi ai longobardi e ai franchi, fu comune dall’XI sec., infine nel 1382 cadde sotto il dominio degli Asburgo. Il periodo d’oro cominciò nel 1719 quando Carlo VI, concedendo ai triestini il privilegio del porto franco, trasformò la città nel principale scalo marittimo austro-ungarico. Oggi Trieste, duramente colpita dai due conflitti mondiali, privata del suo entroterra, sembra aver superato un difficile momento economico tornando a porsi come uno dei centri chiave dell’Italia nord-orientale e il maggiore porto adriatico.

Il fulcro di ogni itinerario è piazza Unità d’Italia, che si pone come punto d’incontro tra il borgo vecchio e la città nuova. Qui, a pochi passi dal mare, tra i tavolini dei caffè, i triestini amano trascorrere i loro pomeriggi domenicali. Sulla piazza si affacciano il Palazzo Comunale (1875) con la torre dell’orologio. Guardando in direzione del golfo, sulla destra, si ammirano Casa Stratti, con il rinomato Caffè degli specchi e la facciata di Palazzo del Governo, con mosaici d’ispirazione bizantina.  Sull’altro lato Palazzo Pitteri e Palazzo del Lloyd Triestino. Affacciati sul mare, i pili portabandiera coronati dall’alabarda, simbolo della città.

Uscendo dalla piazza si oltrepassa piazza Piccola per imboccare via della Mola Vecchia. La stradina termina di fronte a scala Medaglie d’Oro. Sulla sinistra, parte la via che conduce ai resti del Teatro Romano. Costruito tra il I e il II sec. d.C, presenta una notevole struttura che poteva ospitare fino a 6.000 spettatori.

Salendo scala Medaglie d’Oro si arriva a piazza San Silvestro. Qui sorgono la basilica di San Silvestro, la più antica chiesa triestina, e Santa Maria Maggiore (fine 1600), al cui interno si trova una “Madonna della salute” attribuita al Sassoferrato. Non molto distante, l’Arco di Riccardo, voluto da Ottaviano nel 33 a.C. Procedendo si arriva all’Orto Lapidario e al Civico Museo di Storia e Arte, la più antica raccolta archeologica cittadina.

In cima alla salita la Cattedrale di San Giusto eretta nel 1300 sui resti di due chiese paleocristiane. L’edificio presenta una semplice facciata sulla quale si apre un grande rosone gotico. All’interno un mosaico dell’XI secolo raffigura la Vergine in trono con il Figlio benedicente e gli arcangeli Michele e Gabriele..

Ritornati a piazza Unità d’Italia si prende la via Capo di piazza per arrivare in piazza della Borsa, fulcro economico della città. Qui sorge il Palazzo della Borsa Vecchia, ossi sede della Camera del Commercio. Costruito tra il 1806 e il 1809, presenta nella facciata un bel colonnato dorico e numerose nicchie con sculture allegoriche. All’interno, si trova la meridiana che un tempo segnava l’ora della fine delle contrattazioni. Adiacente al Palazzo il neoclassico Tergesteo mentre al centro della piazza ecco la statua di Leopoldo I. Imboccando una galleria con volte a crociera si raggiunge piazza Verdi con il Teatro Comunale. Costruito in età napoleonica, l’edificio è ancora oggi uno dei centri dell’attività culturale cittadina.

Sempre da piazza Unità d’Italia si dipartono, lungo il porto, le Rive, ampi viali punteggiati da eleganti palazzi. Di fronte alla piazza si prende Riva Mandracchio per raggiungere il Molo Audace, tradizionale passeggiata dei triestini. Da qui si imbocca Riva III Novembre con il Palazzo Carciotti, sede della Capitaneria di Porto e, a fianco, l’ex Hotel de la Ville, nell’Ottocento meta della nobiltà europea. Subito dopo si attraversa il Canal Grande per arrivare alle chiese di Sant’Antonio Nuovo e di San Spiridone con le inconfondibili cupole celesti.

Trieste, grazie al suo porto, fu uno tra i primi centri a conoscere i pregi del caffè. Il Seicento vide la nascita delle prime botteghe di caffè, mentre all’Ottocento si devono le suggestive sale che ancora oggi animano le vie e che sono un vero e proprio cuore pulsante della città. Oltre al già citato Caffè degli Specchi, da segnalare il Caffè della stella polare, ritrovo dei tedeschi, il Tommaseo, testimone degli incontri tra “liberali”, il Tergesteo, preferito dalla nobiltà, e il Caffè San Marco, frequentato da artisti e poeti.

Numerosi i grandi autori che di qui passarono almeno una volta, da James Joyce, che a Trieste scrisse i primi capitoli dell’Ulisse, a Svevo, a Umberto Saba, che ideo il suo Canzoniere quando ancora lavorava presso la libreria antiquaria al numero 30 di via San Nicolò.

GRIGNANO, IL CASTELLO E IL PARCO MARITTIMO

Da Trieste, imboccando viale Miramare, si prosegue lungo la costa (Statale 14) incontrando prima, sulla destra, il Faro della Vittoria, e poi Barcola per giungere, dopo 15 km, in vista del promontorio di Grignano.

In questi suggestivi luoghi, nel 1855 l’arciduca Massimiliano d’Asburgo decise di far costruire una residenza estiva per la propria famiglia. Realizzato tra il 1856 e il 1860 su progetto dell’architetto viennese Karl Junker, il Castello di Miramare presenta una facciata rivestita di bianca pietra d’Istria. Gli interni, ristrutturati dopo il 1955, basandosi su stampe i litografie d’epoca, rivelano una sistemazione degli oggetti e degli arredi molto vicina al progetto originario. Di grande suggestione la sala dei gabbiani, il cui soffitto è affrescato con un volo degli uccelli marini. Tutt’intorno al complessi si sviluppano i 22 ettari del parco, dotato di un patrimonio naturalistico notevole. In mezzo alla tenuta si trova anche il Castelletto, dimora più contenuta fatta costruire in attesa della fine dei lavori.

A circa 2 km dal castello si trova il paese di Grignano, caratteristico porto turistico, meta di molti triestini. Lungo la fascia costiera antistante il promontorio è stato istituito un interessante Parco Marino in cui, per favorire il ripopolamento ittico, sono proibiti la balneazione, la pesca e, naturalmente, il transito con imbarcazioni.

Proseguendo lungo il litorale, uno dei tratti più belli della riviera triestina, si incontra Aurisina, sede del comune sparso di Duino-Aurisina. E’ in questi luoghi che si trovano le cave da cui proviene la pietra di Aurisina, dal caratteristico aspetto lucente, spesso confusa con il marmo. Conosciute e sfruttate fin dai tempi di Cesare, le cave andarono incontro a un lungo periodo di abbandono in seguito alle scorrerie di Attila. Nel 1857 la ripresa dell’attività, oggi sostenuta dalle numerose esportazioni in Egitto, Inghilterra e America.

SISTIANA E DUINO, LUNGO IL SENTIERO RILKE

Miti condizioni climatiche e luoghi incontaminati caratterizzano il sentiero Rilke, che si snoda tra Sistiana e Duino. Percorrendo questo tratto di costa a picco sul mare si ammira una lussureggiante macchia mediterranea, punteggiata da lecci, ornielli e scotani. Tra le rocce nidificano molte specie rare, tra cui il falco pellegrino e il corvo imperiale. La bellezza di questo ambiente naturale ispirò anche il poeta praghese Rainer Maria Rilke, che qui compose le sue Elegie duinati.

La baia di Sistiana, rinomato luogo di villeggiatura austroungarico, è ora una delle spiagge più curate dell’Adriatico. Il porto è un’insenatura circondata da pittoresche alture. I numerosi pontili per l’ormeggio sono gestiti da diverse associazioni.

Lungo tutto il territorio si trovano alcuni tra i più interessanti castelli della regione. Uscendo da Sistiana, dopo circa 2 km lungo il sentiero Rilke, si arriva in vista dei Castelli di Duino. Il Castello Nuovo, situato nella parte alta, presenta una notevole struttura con tre piani di varie epoche. Più in basso, arroccate su uno sperone roccioso, si trovano le rovine del Castello Vecchio. Qui, secondo una leggenda, l’infelice Dama Bianca, gettata in mare dal marito, si trasformò in roccia. Numerosi sono stati i ritrovamenti archeologici nella zona, risalenti alla preistoria e all’epoca protostorica.

MONFALCONE, TRA VELE E VINI

Situata nella piana alluvionale del Timavo, Monfalcone è oggi uno dei centri commerciali più importanti di tutta la provincia di Gorizia. La zona, abitata sin dai tempi antichi, quando le popolazioni si stabilirono sul Colle della Rocca, fu a lungo oggetto di contesa tra Venezia e l’Austria. Nel 1797, in seguito alla pace di Campoformio, Monfalcone cadde sotto il dominio degli Asburgo, che più di tutti contribuirono allo sviluppo della cittadina, soprattutto con l’insediamento, nel 1907, del Cantiere Navale.

Della Rocca, per secoli centro della vita cittadina, si può ancora oggi ammirare la struttura circolare, al cui interno si erge il mastio a forma cubica e diviso su tre piani. Da qui si apre la vista di tutta la costa, nonché dei suggestivi rilievi carsici. Dalla Rocca, percorrendo una viuzza che si snoda lungo il versante del colle, si scende a piazza della Repubblica. Poco distante ecco piazza Unità d’Italia, dove sorge il Duomo, interamente ricostruito tra il 1926 e il 1929.

Di maggiore suggestione la parte della città che si affaccia sulla baia di Panzano, porto mercantile, protetto dalla bora anche quando si fa più violenta.

I venti e le correnti rendono questo tratto di costa uno dei luoghi preferiti dagli amanti della vela. Moltissime le scuole di grandi velisti che proprio qui hanno istruito campioni di livello mondiale. Non meno rinomata, la tradizionale ospitalità, che caratterizza le pittoresche trattorie e i numerosi ristoranti della costa. Assolutamente da non perdere anche la festa di San’t Antonio (13 giugno), quando si tiene la rassegna enologica all’aperto per la degustazione dei vini Doc prodotti nel Monfalconese.

MUGGIA, LE CALLI E IL CARNEVALE

Da Trieste si prende la Statale 15, direzione sud, per raggiungere Muggia, cittadina racchiusa tra il golfo di Trieste e il confine sloveno.

Oggi nota meta turistica, Muggia conserva molte testimonianze del suo passato, dalle rovine del castelliere preistorico ai resti del Castello di Muggia Vecchia, alla pittoresca Basilica dell’Assunta (IX sec.).

La Muggia odierna nasce prima dell’anno Mille, quando venne edificato il nuovo borgo affacciato sul mare. Dalla metà del Duecento la città si costituì in comune. A questo periodi si devono il Duomo, caratterizzato dalla facciata gotico-veneziana, e il Palazzo Comunale. Entrambi gli edifici si affacciano su piazza Marconi. Da qui partono le calli tortuose e le logge, punteggiate da rachi acuti e stemmi nobiliari, eredità della dominazione veneziana (dal 1420 al 1797).

Tra le tante manifestazioni cittadine si segnalano il Carnevale Muggesano, che per sette giorni trasforma la città in un teatro all’aperto.

CAPODISTRIA, LA “VENEZIA” DELLA SLOVENIA

Lasciata Muggia si prosegue lungo la Statale fino al confine italo-sloveno e poi per 17 km fino a Capodistria. Abitata già in epoca romana, la città vide un periodo di splendore sotto la Serenissima, che ne fece la capitale politica, amministrativa e culturale dell’Istria veneta.

Ancora oggi il centro storico, tutto un susseguirsi di calli, portici, giardini ed eleganti palazzi con stemmi nobiliari e leoni di San Marco, conserva lo splendore della lunga dominazione veneziana. Su piazza Tito, posta alla sommità di un colle, si affacciano costruzioni cinquecentesche. Fra tutte il Duomo con la bella facciata in stile gotico-veneziano e il maestoso campanile del XII-XIII secolo. All’interno l’edificio custodisce pregevoli opere d’arte, tra cui il sarcofago in alabastro di S. Nazario, realizzato da Filippo De Sanctis.

Sulla destra del Duomo si trova Palazzo Pretorio, frutto della fusione di tre edifici: Palazzo pubblico, Palazzo marchionale e la Loggia. A sinistra della cattedrale si trova il Battistero del 1300. Di fronte Palazzo Tacco, oggi sede del Museo Distrettuale, straordinaria esposizione di iscrizioni, frammenti architettonici, sculture e opere pittoriche dall’epoca romana all’età moderna.

Partendo dal portico di Palazzo Pretorio si scende fino alla Porta Maggiore, con l’annesso porticciolo. Qui si trova la zona dedicata al commercio e all’artigianato, caratterizzata da botteghe, banchi, negozi e, soprattutto, dai laboratori dei calzolai.

DA PIRANO A PARENZO

Uscendo dalla città e costeggiando il sobborgo Semedela, si prosegue per Pirano, vivace centro di villeggiatura situato su una pittoresca isoletta.

Formata da due quartieri, “Punta”, il più antico, e “Marzana”, il più recente, Pirano fu patria di Giuseppe Tartini, musicista e compositore cui è dedicata l’omonima piazza. Qui sorgono i pili di San Marco e San Giorgio, il monumento all’artista, il Palazzo Comunale e una graziosa casa quattrocentesca, detta Ca’ d’oro.

Lasciata Pirano si continua verso sud per Umago. La cittadina, situata nella parte nord-occidentale della penisola istriana, conserva ancora oggi i caratteristici tratti dell’antico insediamento medievale. Rinomato centro di villeggiatura, offre un mare limpidissimo e colline punteggiate da vigneti e uliveti.

Da qui si prosegue per Cittanova d’Istria (Novigrad), suggestivo borgo situato sulla zona dove, un tempo, sorgevano l’antica Emonia, Neapolis e Civitas Nova. Oggi uno dei luoghi turistici più visitati della costa adriatica croata, grazie a un mare cristallino, Cittanova offre ai turisti attrezzature modernissime e un centro storico che ha saputo conservare l’antico fascino medievale. Poco distante (circa 5 km) si trova Parenzo (Porec), l’antica Julia Parentium dei Romani.

Abitata fin dalla preistoria, la cittadina presenta numerose testimonianze del suo passato, su tutte la splendida Basilica Eufrasiana.

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