Puglia: dall’antica Roca Vecchia al Capo di Leuca

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L’antico quartiere generale di Alfonso d’Aragona prende il nome di Roca Vecchia, proprio per ricordare la rocca che qui sorgeva e dominava il mare, abbattuta nel 1544 da Carlo V. Oggi restano solo pochi ruderi ma gli scavi nella zona hanno riportato alla luce testimonianze messapiche ben più antiche con vasi apuli e ricchi corredi funerari conservati nel Museo Provinciale di Lecce. Suggestiva la Grotta della Poesia, ormai invasa dal mare, antico luogo di culto dei messapi che sulle sue pareti hanno lasciato numerose iscrizioni.

Otranto, Porta d’Oriente, è sulla litoranea. Le testimonianze dei tanti popoli qui transitati conferiscono all’antico borgo di pescatori un fascino speciale. Gioiello del Mediterraneo, nel 1480 Otranto fu assediata dai Turchi che compirono un eccidio. Dopo la liberazione, nel 1481, grazie ad Alfonso d’Aragona, la città fu fortificata con castello e mura ma il ruolo chiave nei traffici e nel commerciò passò lentamente alla vicina Lecce.

Al nucleo medievale si accede attraverso Porta Alfonsina, costruita insieme al Castello (1485) da Ferdinando d’Aragona. La rocca è a pianta pentagonale irregolare, con tre torrioni e uno spuntone a lancia sul lato che si affaccia sul mare. Resta ancora una parte dell’antico fossato.

Ma il gioiello della città è la Cattedrale dedicata all’Annunziata, che custodisce le ossa degli 800 martiri. Il portale barocco della facciata si affianca ad un meraviglioso rosone del ‘400. All’interno 14 colonne in differenti marmi dividono le navate. Da ammirare il pregevole pavimento a mosaico variopinto e ricco di scene, opera del Pantaleone, che porta ancora il segno del passaggio dei Turchi che entrarono in chiesa a cavallo, e la cripta che offre una selva di colonne con svariate forme di capitelli nelle sue 5 navate e tracce di affreschi nelle tre absidi.

In città vi è poi la chiesa di San Pietro, del X-XI sec., forse l’originaria cattedrale della città, con pianta a croce greca inscritta in un quadrato e all’interno vari antichi affreschi.

Salendo sul Colle della Minerva, appena fuori dalle mura si giunge, invece, a una cappelletta sorta sul luogo ove furono decapitati i martiri, e infine alla Chiesa di S. Francesco di Paola, eretta da Alfonso d’Aragona a commemorazione della strage.

Tutto il centro storico di Otranto è poi un continuo aprirsi di piazzette e angoli suggestivi in un incrocio di viuzze e botteghe sempre molto vive, soprattutto nelle sere d’estate.

Continuando sulla litoranea si incontra Santa Cesarea Terme, nota per le sue acque sulfuree e salsoiodiche che sgorgano da quattro cavità naturali della scogliera.

Il paesaggio molto pittoresco di questa famosa località balneare è punteggiato da ville in stile orientaleggiante e liberty. Bellissima è Villa Sticchi in stile moresco, situata proprio sopra lo stabilimento termale.

Proseguendo sempre sulla litoranea si raggiunge il promontorio di Castro, con mirabile vista panoramica. Il borgo antico, di origine probabilmente cretese o greca, presenta un Castello (1572) costruito sulle rovine dell’antica rocca romana e poi rimaneggiato e la Cattedrale di scuola romanica ma rimaneggiata variamente. Nell’interno tele del ‘700 e sculture romaniche.

Interessantissime sono le grotte: cavità carsiche e marine che si aprono sulla costa rocciosa. La Zinzulusa, una delle più note, offre uno spettacolo incantevole con stalattiti e stalagmiti. La grotta Romanelli, scoperta nel 1879 è invece uno dei giacimenti preistorici più importanti d’Italia.

Il nostro viaggio prosegue seguendo la costa sino a Tricase Porto da dove risaliamo nell’entroterra per raggiungere Tricase. Qui in piazza Vittorio Emanuele troneggia palazzo Gallone, trasformato in dimora principesca nel 1661.

La Chiesa Madre di gusto barocco custodisce importanti tele del ‘700 di Palma il Giovane. Da ammirare poi, nella chiesa di San Domenico (‘600) gli altari finemente intagliati.

Ritornando sulla costa per ammirarne ancora i panorami incantevoli, raggiungiamo l’antico promontorio Japigio, estrema punta d’Italia protesa con punta Meliso ove l’Adriatico incontra lo Ionio. Il Santuario di Santa Maria di Leuca pare sorga su un antico tempio dedicato a Minerva ed è meta di continui pellegrinaggi.

Accanto al santuario si innalza il faro, alto 47 metri.

La bianca Leucade distesa tra punta Meliso e punta Ristola è ricca di ville eclettiche e fantasiose, ognuna con uno stile proprio: moresche, pompeiane, greche o liberty.

Interessanti anche le grotte marine.

Sulla costa sono ancora in piedi le antiche bagnarole (700), piccole costruzioni sul mare nelle quali le signore borghesi erano solite fare il bagno per ripararsi da occhi indiscreti.

Infine, nell’entroterra dirigiamoci a Patù, l’antico Veretum, centro messapico e municipum romano sorto ai piedi della Serra di Vereto. Del castello (‘500) restano solo i torrioni uniti da mura. E’ in stile romanico invece la chiesa di San Giovanni Battista con pianta basilicale a tre navate divise da pilastri squadrati. Di fronte la Centopietre, una grande costruzione magalitica a forma di tempietto rettangolare composta da 100 blocchi tufacei con tetto a spioventi, probabilmente un antico monumento funebre costruito per accogliere le spoglie  del barone Geminiano.

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