Alicudi, la più solitaria delle Eolie

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La più solitaria delle Eolie, e la più difficile da raggiungere, si eleva su un grande cono sottomarino fino al Monte dell’Arpa, alto 662 metri. Il nome proviene dai fitti tratti boscosi ricoperti di eriche, per cui gli antichi la chiamarono Ericusa.

L’origine è sempre vulcanica, non si hanno notizie di eruzioni, tuttavia con un po’ di buona volontà si possono ravvisare due crateri, le cui forme primitive, disfatte dal tempo, sono quasi scomparse.

Anticamente costituiva un riparo per le navi provenienti dalle coste dell’Asia Minore dirette verso le coste della Francia Meridionale. I ritrovamenti, avvenuti in alcuni casi per casi fortuiti, fanno risalire i primi insediamenti all’età del Bronzo. Sono stati inoltre scoperte lastre tombali, realizzati in pietra lavica, con i corrispettivi corredi funerari. Per la sua posizione solitaria fu per molti secoli soggetta ai continui atti di pirateria dei Turchi e poi dei Saraceni. Qui si trova ancora una località chiamata il Timpone delle Femmine, in cui durante le scorrerie barbaresche si rifugiavano le donne di Alicudi.

Il paesaggio presenta tutte le peculiarità tipiche dei territori di origine vulcanica: vi sono prati verdeggianti accanto a rovinose masse di lava nera e ferrigna. Le pareti della struttura sono assai impervie e ripide nella parte occidentale di Alicudi, mentre sul versante orientale si notano i vecchi terrazzamenti, ormai abbandonati. Sullo stesso versante, da notare la chiesa di San Bartolomeo, situata in posizione pittoresca.

L’unico centro abitato dell’isola è chiamato anch’esso Alicudi e si divide in cinque piccole frazioni:
• Porto, che si trova sul livello del mare e si caratterizza per la presenza del molo sul quale attraccano traghetti ed aliscafi, due negozi di alimentari e l’ufficio postale (ad Alicudi non ci sono né banche né bancomat);
• Contrada Tonna, che costituisce la frazione più ad ovest dell’isola.
• San Bartolo, che si trova salendo dal porto ad un’altezza di circa 330 metri ed è caratterizzata dalla presenza della chiesa dedicata a San Bartolo, patrono delle isole Eolie.
• Contrada Pianicello, che si trova alla stessa altezza di S. Bartolo, ma più ad ovest ed è abitata da una popolazione di madrelingua tedesca originaria della Svizzera. Questa piccola frazione utilizza l’energia elettrica fornita dagli impianti fotovoltaici e l’acqua piovana raccolta sfruttando gli antichi serbatoi delle case. La gran parte degli abitanti ha inoltre ripreso a coltivare alcune colture tradizionali come la vite e l’olivo.
• Contrada Sgurbio, che si trova alla stessa altezza di S. Bartolo, ma sul lato Est dell’isola. Questa piccolissima frazione è composta da cinque case, ognuna delle quali ha il nome di uno dei sensi

Nella sua selvaggia e dolce bellezza di per se stessa si presenta inaccessibile; tortuose ed anguste valli, rocciose pareti che cadono a picco sul mare ne fanno uno dei più suggestivi, dei più silenziosi angoli delle Eolie.

La costa è prevalentemente alta, nascondendo insenature naturali e belle grotte vulcaniche. Fa eccezione il breve tratto della spiaggia di Pantalucci e la spiaggia di ciottoli di Bazzina. Il punto più caratteristico è lo Scoglio Jalera, sul versante occidentale, raggiungibile in barca.

Qui nel 1997 è stata istituita la Riserva Naturale Regionale orientata di Alicudi, che comprende tutto il territorio dell’isola.

Sono diversi i sentieri percorribile a piedi ma non troppo impegnativi per chi è allenato. Per chi vuole scalare il Cratere di Alicudi, un percorso naturale ha inizio già dal porto, per poi continuare fino a quota 675m, sulla vetta del Filo dell’Arpa.

Il punto di approdo è allo scalo della Palomba, dove approdano perlopiù escursionisti e sub: se cercate scenari naturali incontaminati, Alicudi non potrebbe che essere la scelta migliore. Non vi sono strade asfaltate, le strutture ricettive sono affidate ai pochi abitanti e qualsiasi forma di struttura ricettiva sarebbe fuori luogo. E’ un posto idilliaco, in cui riecheggia soltanto il rumore del mare.

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