Castel Camponeschi, il castello abruzzese abbandonato

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Arroccato in suggestiva posizione sul colle antistante Prata D’Ansidonia è Castel Camponeschi, borgo fortificato edificato in gran parte nei secoli XIV e XV, abbandonato nel 1963, quando l’ultima famiglia si trasferì a Prata.

Non si è riusciti ad individuare un’epoca di costruzione del borgo perché manca qualsiasi documentazione scritta al riguardo: viene nominato per la prima volta nel 1508.

In virtù dei notevoli accorgimenti difensivi che lo connotano, della splendida collocazione ambientale e anche per un diffuso riutilizzo di elementi lapidei tratti dalla vicina Peltuinum, rappresenta un esemplare unico non solo nell’area aquilana ma nell’intera regione. L’impianto ancora leggibile conserva parzialmente la cinta difensiva con le torri rompitratta e le due porte d’accesso a sesto acuto; quella a ovest è affiancata da un robusto torrione.

Dai recenti lavori e opere di scavo è emerso che la parte interna alle mura, turrite presso l’area di accesso al borgo, era totalmente edificata.  Le due porte medievali di accesso al cardo e al decumano sono perfettamente conservate. La porta ovest inoltre è affiancata da un grande torrione troncato a metà, e da una chiesa, oggi sconsacrata, dedicata a San Pietro. Questa chiesa presenta due portali datati 1313 e 1614, sovrastati da due piccoli rosoni. L’interno è diviso in due navate, e il campanile è ricavato in una delle torri.

Il borgo interno è composto da piccole case rurali di una stanza sola, in muratura e collegate tra loro con archi, e da due abitazioni più complesse: ossia i palazzi gentilizi.

Dal 2003 fino al 2008 seguì un’importante operazione di restauro. Tale restauro purtroppo è stato concluso solo in metà del borgo, interrotto a causa del terremoto del 2009.