Rocca Calascio: alla scoperta del castello di Ladyhawke

0

Inserito dal National Geographic tra i 15 castelli più belli al mondo, Rocca Calascio è uno dei gioielli d’Abruzzo più ricchi di storia e fascino.

È difficile descrivere a parole la magia di questa Rocca, che si staglia maestosa sullo sfondo di una quinta panoramica di grande suggestione: dietro di sé il paesaggio è dominato dall’Altopiano di Campo Imperatore, mentre davanti si estendono le meraviglie della Majella e del Sirente.

Situato all’interno del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, in provincia dell’Aquila, ad un’altitudine di 1450 metri s.l.m, Rocca Calascio è il borgo più alto dell’Italia centrale nonché uno dei castelli più elevati d’Europa.

Molti lo ricorderanno nelle sua fattezze prima del restauro nel film che l’ha portato alla ribalta: Ladyhawke di Richard Donner (1985), con Rutger Hauer, Michelle Pfeiffer e Matthew Broderick. Un film tra il fantastico ed il fiabesco, che riscosse un enorme successo neli anni ’80, in cui l’eremita impersonato da Leo McKern trovava rifugio proprio presso il catello in rovina.

Ma il castello di Rocca Calascio è stato set di numerose altre pellicole, tra cui Il nome della rosa (1986), Il viaggio della sposa (1997) e più recentemente The American (2010) con George Clooney, interamente girato nella provincia dell’Aquila, in particolare tra Castel del Monte, Calascio e Castelvecchio Calvisio.

UN PO’ DI STORIA

Per ricostruire la storia di Rocca Calascio dobbiamo risalire all’epoca romana quando, sulla cima della montagna, i romani realizzarono una torretta di avvistamento per poter tenere sotto controllo una grande porzione di terra, strappata faticosamente ai Vestini nel 300 a.C.

Fu grazie al controllo romano, che garantiva alle popolazioni locali una certa tranquillità, che la zona si popolò con piccoli insediamenti di pastori ed agricoltori. Sul finire dell’impero romano, nel periodo delle invasioni barbariche, le popolazioni locali si rifugiavano proprio qui per sfuggire alle incursioni nemiche.

Probabilmente, il primo nucleo del castello venne costruito intorno all’anno 1000, ma la prima attestazione storica risale al 1380, all’interno di un documento in cui Carlo III di Durazzo assegna tutti i borghi delle terre della Baronia di Carapelle (Castelvecchio, Santo stefano di Sessanio, Rocca Calascio) a Pietro da Celano. Da allora questi borghi ebbero vita comune.

Nel Quattrocento, in seguito alle continue contese per impossessarsene, i Piccolomini dotarono il borgo di Rocca Calascio Calascio di mura difensive, realizzando quattro torri intorno il nucleo originario della Torre, dando origine all’aspetto meraviglioso e magnificente del castello di Rocca Calascio, che oggi si può ammirare.

Nel 1579, l’intera contea e Rocca Calascio furono acquistati da un’altra famiglia toscana, quella dei Medici, che così cercava di acquistare quelle terre importanti per il commercio della lana. Rocca Calascio, e l’intera contea della Baronia di Carapelle in generale, furono dei grandi produttori di lana, rifornendo i mercati di Firenze e di L’Aquila.

Il declino del castello (e del borgo) fu causato dal terribile terremoto del 1703, che portò gli abitanti a spostarsi in città o in zone più facilmente raggiungibili, come il vicinissimo paese di Calascio.

Una serie di interventi di recupero, tra cui soprattutto i restauri avvenuti tra 1986 e 1989, e la creazione di strutture ricettive, hanno riportato a nuova vita questo posto: il paese è diventato meta di numerosi turisti desiderosi di respirare quell’atmosfera che ha il profumo del Medioevo, tranquilla e silenziosa, a metà strada tra la realtà e la fantasia, che film come Ladyhawke hanno creato.

COME ARRIVARE A ROCCA CALASCIO

Rocca Calascio è ben collegata se si dispone di un’automobile e raggiungerla è piuttosto semplice: dall’autostrada A24 (Roma-Teramo) uscire a L’Aquila Est e seguire le indicazioni per Sulmona. Superato Poggio Picenze, prendere a sinistra per Barisciano. Superato il paese si prosegue per S. Stefano di Sessanio e poi Calascio.

Una volta raggiunta la parte alta del paese, è possibile lasciare la macchina al parcheggio accanto al fontanile, poco distante dall’ingresso dell’antico borgo.
In alternativa c’è anche la navetta che parte da Calascia e che ferma esattamente nello stesso parcheggio.

A questo punto basta solo risalire i diversi tornanti che si snodano attraverso le vecchie mura e le case diroccate, interrotte talvolta da scorci panoramici davvero mozzafiato.

Il percorso non presenta alcuna difficoltà, ed in meno di mezz’ora si raggiunge la rocca. L’unica accortezza è quella di prestare attenzione alla strada sterrata, visto che qui l’inverno ghiaccia e nevica facilmente.

IL BORGO ANTICO

Il primo punto di interesse è il borgo antico adiacente al castello, che originariamente costituiva con quest’ultimo un unico organismo fortificato. Le case sono strette le une alle altre, quasi a formare mura difensive, e viste dal basso sembrano alte ed imponenti. Sopra di loro, l’ombra del fiabesco castello sorveglia la tranquillità di quei pochi abitanti, che dimorano nel silenzio magico di questi luoghi, in cui arte e natura si tendono la mano a creare un capolavoro assoluto.

Il suo sviluppo è legato alle modeste dimensioni del castello e all’esiguità di uomini che riusciva ad ospitare, oltre che alla necessità di salvaguardare la popolazione dagli assalti di invasori e pirati. Il collegamento con il castello avveniva attraverso un ponte levatoio in legno, oggi sostituito da una semplice rampa.

Questa parte alta venne abbandonata a seguito delle distruzioni causate dal terremoto del 1703 e versò per diversi secoli in stato di rudere. Attualmente alcune abitazioni sono state recuperate mentre altre versano ancora in stato di abbandono.

Il lento processo di riqualificazione è testimoniato dall’apertura di piccole attività commerciali, tra cui un bar ed un alimentari in cui gustare un aperitivo a base di salumi, formaggi e del vino locale. A proporre una nuova crescita economica, di stampo turistico, per il borgo è soprattutto l’albergo diffuso (il Rifugio della Rocca) che si trova proprio sotto l’antica torre e che, con il suo caratteristico ristorante e bar, propone soggiorni in camere ed appartamenti dell’albergo diffuso restaurati in diverse case del borgo.

LA CHIESA DI SANTA MARIA DELLA PIETA’

Una volta attraversato il borgo, lungo l’ultimo tratto troviamo la Chiesa di Santa Maria della Pietà, un piccolo tempietto eretto intorno al 1596 sul luogo dove, secondo la leggenda, la popolazione locale avrebbe avuto la meglio su una banda di briganti. Altre fonti dicono sia stata costruita nel 1451 forse su disegni del Bramante.

La chiesa, probabilmente fondata su una preesistente edicola rinascimentale, presenta una struttura esterna a pianta ottagonale con un ambiente adibito a sacrestia addossato da una delle facciate ed una cupola ad otto spicchi. L’interno, articolato su un sistema di paraste tuscaniche, presenta un dipinto raffigurante la Vergine miracolosa ed una scultura di San Michele armato.

La chiesa, oggi adibita a semplice oratorio, è meta di fedeli e devoti.

Non è facile trovarla aperta al pubblico, ma la location appaga più di qualsiasi affresco: la sua posizione privilegiata la incornicia tra Castel del Monte ed il Corno Grande, ben visibile sullo sfondo con condizioni atmosferiche buone. E infine è collegata da un sentiero con il vicino borgo di Santo Stefano di Sessanio.

IL CASTELLO

Un centinaio di metri più in alto si erge il castello di Rocca Calascio, un tempo utilizzato come punto d’osservazione militare in comunicazione con altre torri e castelli vicini, sino all’Adriatico.

Le sue modeste dimensioni rendevano Rocca Calascio adatta solo a scopi militari e ad ospitare un esigua guarnigione, per questo ai suoi piedi si sviluppò il borgo, ben presto cinto anch’esso da mura, per difendere la popolazione dalle scorrerie di invasori e pirati, che dalla costa sempre più spesso interessavano anche le valli più remote.

La rocca era collegata all’abitato da un ponte levatoio, oggi sostituito da un ponticello in legno.

Restaurato tra il 1986 ed il 1989, ed interamente recuperato dal punto di vista architettonico-funzionale, è oggi fruibile gratuitamente ai visitatori in qualsiasi periodo dell’anno, fatta eccezione per il torrione vero e proprio, aperto al pubblico solo in determinati orari.

Superato il ponte in legno si è dentro la Rocca, realizzata impiegando pietra bianca, con conci squadrati. Ha una pianta quadrata con quattro torri circolari agli angoli, utilizzate per gli avvistamenti e la difesa, ed un maschio centrale, probabilmente preesistente.

La rocca non è impegnativa da visitare, ma tenete in conto che la maggior parte del tempo la impiegherete soffermandovi sui paesaggi e sui tantissimi scorci che ancora oggi attirano fotografi da ogni parte d’Italia.

BORGO NUOVO

Vale la pena visitare anche il nuovo borgo di Rocca Calascio, posto a 1210 metri ai piedi della montagna, che attualmente conta 165 abitanti.

Come già accennato, il disastroso terremoto del 1703 aveva causato lo spostamento della popolazione locale dalla rocca alla sottostante Calascio, un piccolo paesino di origine medievale abitato sino al primissimo dopoguerra e sottoposto negli anni a numerosi restauri conservativi.

Tra i monumenti più importanti del centro abitato spiccano le chiese. Da visitare la chiesa di Santa Maria della Pietà, edificata tra il XVI e il XVII secolo e la chiesa di San Nicola interessante per il suo portale cinquecentesco e per le statue di terracotta del XVII secolo e una fonte battesimale risalente al XVIII secolo.

SANTO STEFANO DI SESSANIO

Se avete la fortuna di disporre di un paio di giorni, non potete tralasciare il borgo di Santo Stefano di Sessanio. Inserito nel Club dei Borghi più belli d’Italia, è in effetti tra i più suggestivi del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga per l’armonia degli elementi architettonici: un cammeo incastonato tra i monti, prossimo all’altipiano di Campo Imperatore.

E’ un vero e proprio angolo di paradiso, con un patrimonio di storia e cultura invidiabile, dove perdersi tra viuzzole, piccole piazze, silenzi e rumore del vento. Ogni via, ogni scorcio è curato e preservato nei minimi dettagli: da ogni angolazione si gode di una vista mozzafiato che sia alba o tramonto ed in qualsiasi periodo e stagione dell’anno.

Il borgo è in fase di rinascita dopo il terremoto del 2009, ed è restaurato con la massima cura per preservarne storia e tradizioni. Così facendo se ne è salvaguardata cultura e specificità. A viverlo, ci si sente davvero proiettati in un mondo che non c’è più.

Gode di ottime e suggestive strutture ricettive, tra cui il famoso albergo diffuso Sextantio, che nasce con lo scopo di creare un albergo all’interno di diversi edifici di piccoli villaggi, facendo rivivere l’atmosfera antica, l’identità di questi luoghi e offrendo un’ospitalità esclusiva ed accattivante.

Per non parlare poi delle piccole botteghe, ricche artigianato locale e prodotti tipici, e delle trattorie in cui apprezzare i sapori genuini di questa regione.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here