Itinerario dalle gole del Treja al lago di Bracciano

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Posta sul monte Soratte, Faleria ha origini etrusco-falisce. Il nucleo medievale del paese, oggi disabitato, ospita il castello Anguillara, di stile rinascimentale, dotato di cortile e loggia. Di fronte, il Duomo, intitolato a San Giuliano, del XIII secolo.

Pochi km più a sud Calcata, adagiata sopra una roccia tufacea di forma circolare. Vi si arriva attraverso una strada tortuosa scavata nel tufo. Una doppia porta medievale permette l’accesso al borgo, abitato da una piccola comunità di figli dei fiori che vive di artigianato e di turismo. Nel Duomo sono conservati stucchi tardo rinascimentali.

Vicinissimo Mazzano Romano, piccolo borgo medievale sede del centro visite del Parco della valle del fiume Treja. Il parco si estende per 1.000 ettari sui territori in cui il fiume scorre in gole strette e profonde.

Qualche km dopo l’incrocio con la Cassia, la strada procede tra alberi di ulivi e di castagni verso il lago di Bracciano. In un’insenatura sulla riva ecco Trevignano Romano. Sorto nei territori dell’antica Sabatia, città etrusco-romana, il paese ha origine medievale.

Nei dintorni, in località Olivetello, sono state rinvenute tombe etrusche le cui suppellettili sono conservate nell’antiquarium del palazzo Comunale. Si accede alla parte più antica del paese attraverso la Porta sotto la Torre dell’orologio. Nel borgo, il Duomo, dedicato a S. Maria Assunta. All’interno affreschi cinquecenteschi e una piccola Pietà marmorea del ‘500.

Dopo qualche km la strada lascia il lungolago e si inoltra per la campagna. Bagni di Vicarello, in una posizione da cui domina il lago, è un piccolo centro costruito intorno a uno stabilimento termale. Nei dintorni resti delle Acquae Apollinares, terme della Roma imperiale.

Fondata dagli Etruschi, Bracciano acquistò importanza solo nel XV secolo, sotto la signoria degli Orsini, che nella seconda metà del 1400 vi fecero costruire la dimora-fortezza, oggi Castello Odescalchi. Ha pianta pentagonale, ed è protetto da sei torri cilindriche. Le sale prendono spesso il nome dai personaggi che hanno ospitato, così nella sala Papalina soggiornò Papa Sisto IV, la III è intestata a Umberto I. Quella Rossa a Isabella de’ Medici, che aveva sposato Paolo Giordano Orsini. Una loggia immette nel cammino di ronda, giro panoramico lungo le mura perimetrali. Alla figura di Isabella de’ Medici è legata una leggenda. Nella Camera Rossa riceveva numerosi amanti e ognuno di essi, dopo una notte d’amore, veniva fatto uscire attraverso una porta che dava su un corridoio buio in cui era celata una grossa buca. I malcapitati cadevano in un pozzo a rasoio e le loro carni fatte a pezzi erano consumate dalla calce viva ammucchiata sul fondo. Venuto a conoscenza dei tradimenti il marito la uccise stringendole al collo un nastro di seta. Secondo la leggenda Isabella appare ancora oggi tra le acque del lago tenendo sollevato con la mano un lembo del suo vestito.

Vicino il Duomo, dedicato a Santo Stefano, in stile barocco. Più avanti l’antico borgo medievale che si sviluppa in salita tra strette viuzze su cui si affacciano le casette.

Bracciano è posta in alto sull’omonimo lago, il secondo per estensione del Lazio dopo quello di Bolsena. Ha un perimetro di 31,5 km e una profondità massima, vicino al centro, di 165 metri. Nelle sue acque vivono diverse specie di pesci: lucci, coregoni, anguille, persici. Le foreste di pioppi e salici sono interrotte da campi coltivati e centri residenziali turistici.

Anguillara Sabazia, con Bracciano e Trevignano, si affaccia sul lago di Bracciano. Una porta cinquecentesca con orologio immette nel borgo. Qui il Palazzo baronale, degli inizi del ‘500, oggi sede del Comune, la Collegiata dell’Assunta, del ‘700 e, in alto, il castello, del ‘400, da cui la vista sul lago è particolarmente suggestiva.

A 2,5 km da Anguillara, verso la stazione di Crocicchie, le mura di Santo Stefano, resti di una imponente villa romana del II sec. a.C., trasformata durante l’VIII secolo nel Convento di Santo Stefano.

A pochissimi km a nord est da Anguillara, il lago di Martignano. La posizione isolata e la mancanza di un centro abitato gli hanno permesso di mantenere rive incontaminate e una vegetazione particolarmente ricca. Il perimetro, ellittico, raggiunge appena i 6 km.

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