Il Finalese, piccolo mondo sull’altopiano

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I luoghi e le vie evocano nel nome pirati saraceni, così le case dei borghi storici di Noli e Finale. Atmosfere di suggestione che si avvertono soprattutto nel minuscolo mondo di Varigotti e nella vastità delle Mànie, altopiano solcato da strade bianche e golosi avventori delle tante trattorie rustiche; attorno profumo di ginepro e origano selvatico, e il senso di pace del mare guardato dall’alto: così è Verezzi dove, su tavole in pietra, tra vigne e ulivi, si gusta il vino nuovo.

Il Finalese è terra di colori e profumi: esclusi luglio-agosto per caldo e folla, in mare ogni mese è buono, l’acqua è calda da giugno a ottobre avanzato.

L’auto è indispensabile per girare nell’entroterra, insostenibile per chi si ferma sulla costa: ai vacanzieri marini si consiglia la ferrovia, e per i brevi tratti costieri i frequenti e comodi bus.

COSA VEDERE

A Noli si visita il centro storico della cittadina che fu libera repubblica nel Medioevo. Noli con le sue belle spiagge e il rigoglioso entroterra è il posto ideale per un weekend di relax immersi nella natura. Sul lungomare l’aria profuma di salsedine e tra gli storici Bagni e la spiaggia libera, potrete scegliere come godervi il bellissimo mare di questo antico borgo marinaro. Ma basterà spostarvi giusto un po’ sopra il paese, sulle colline, per gustarvi tutto il bello di una passeggiata nel verde.

Da non perdere il ritorno della flottiglia da pesca, una delle poche di rilievo nel Ponente La prima domenica di settembre, molto suggestiva è la Regata dei Rioni, kermesse marinara che dura fino a notte.

Finalborgo ha mura del Quattrocento intatte, e riflette nel disegno la struttura medievale; da visitare il Museo Civico, che raccoglie interessanti reperti preistorici della zona ed è, soprattutto, ambientato nello stupendo ex convento di Santa Caterina del Trecento. Si sale ai ruderi di Castel Gavone per visitare la vicina chiesa rinascimentale di Nostra Signora di Loreto.

A Finalpia è interessante l’abbazia benedettina dove si produce ottimo miele. A Varigotti da non perdere il borgo saraceno, con le case rosa e giallo pallido affacciate sulla spiaggia, al mattino presto con i colori ancora lucidi di guazza. A Verezzi si va per l’aperitivo, guardando il tramonto.

ATTIVITA’

Chi avesse l’opportunità di noleggiare una barca può arrivare fino alla Spiaggia dei Baci di Varigotti, una piccola doppia insenatura sulla punta del promontorio di Varigotti, con spiaggia più o meno piccola a seconda delle mareggiate invernali. Vi si arriva anche con barche a remi, ma con mezzi a motore è bello doppiare la punta e approdare all’acqua turchese della privata baia dei Saraceni.

L’opzione auto + bici è la formula adatta alle strade di montagna del Finalese. Per arrivare nel cuore dell’altopiano della Manie, solcato da poche strade bianche, si sale in auto da Finalpia, toccando Verzi e piegando a destra verso Arma. Ai lati delle stradine una macchia bassa dove il ginepro, l’origano e il rosmarino profumano ed il cinghiale è re; poche isolate case diroccate dai tetti a cupola ricordano al viaggiatore, che ha lasciato l’auto per la mountain bike, che i pirati saraceni giunsero e vissero qui.

Solo in auto (ma poi si cammina) si giunge a Toirano, dopo aver superato Pietra Ligure e Loano. Si sale al paese, che ha un bel borgo medievale, e lo si supera per raggiungere la zona delle grotte. Note fin dal Medioevo, esplorate nell’Ottocento, ma solo in anni recenti percorse e studiate in forma organica, le grotte di Toirano hanno svelato un contenuto paleontologico che le rende interessantissime: circa 12.000 anni fa l’uomo del Paleolitico Superiore le abitò, e così l’Ursus Speleus, come testimoniano ossa, impronte, tracce e attrezzi.

Una piccola escursione a piedi è quella che va da Finale a Calvisio, che ha come meta un borgo quasi abbandonato di notevole interesse architettonico per le sue grosse case quadrate di stile ligure. Un’altra, più lunga, è quella che va da Varigotti alla chiesa di San Lorenzo. Si sale dietro il borgo in mezzo agli ulivi e si è subito in un altro mondo. Il primo incontro è con i suggestivi resti biancheggianti dell’antico paese, poi si taglia il promontorio e ci si affaccia verso Noli sulla baia dei Saraceni: su un roccione proteso verso la costa appare allo sguardo la piccola chiesa di San Lorenzo Vecchio. Al ritorno si sale al Castello, torre d’avvistamento che fu per secoli guardia del mare e che offre un bel panorama dell’antico borgo di Varigotti.

Per raggiungere Capo Noli si sale in auto alle Manie e si lascia l’auto per dirigersi verso il ben visibile semaforo della Marina militare, attraverso la stupenda macchia mediterranea dove vive ancora la rara Lacerta Lepida, un lucertolone che raggiunge il metro di lunghezza. Da qui l’occhio può spaziare da Portofino a Capo Mele, ma non serve guardare lontano per avvistare nell’acqua le pinne degli squali, frequenti sotto questa massiccia e scoscesa punta foranea.