Ferla, cosa vedere e cosa fare in questo gioiello di Siracusa

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Ferla è un gioiello della Sicilia, un borgo che conta poco meno di 2500 persone ed è entrato a far parte dei borghi più belli d’Italia. Non è solo un luogo da vedere, ma anche da vivere grazie alle sue molte tradizioni.

Precisamente Ferla si trova nella zona ovest in provincia di Siracusa (42 km di distanza), proprio sui Monti Iblei. E’ situato all’interno della valle dell’Anapo e proprio da quest’area naturalistica vi consigliamo di partire con il vostro itinerario. E’ una valle fluviale nata grazie all’erosione lenta esercitata dalle acque dell’Anapo, il fiume che nasce sul Monte Lauro.

Sono bellissimi i paesaggi che potete ammirare in questa valle, alcuni di questi particolarmente selvaggi. Un vero sogno anche per chi ama il pesce! L’interesse di archeologi e appassionati viene attirato dalla necropoli di Pantalica, con oltre 500 tombe che sono state scavate lungo le pareti del fiume Anapo e del torrente Sperone oltre che del torrente Calcinara.

Storia, tradizioni e cosa vedere a Ferla

Il primo vero documento che parla di Ferla risale al 1292 ma già nel 1975 se ne parlò nelle Decime Ecclesiastiche. E’ del barone Iohannes de Ferula che si deve il nome di La Ferla.

Questo bel borgo si è formato intorno al castello. Si dirama in vicoli e stradine molto intricate e l’aspetto caratteristico è il complesso di case-grotta. Tra le cose da vedere ci sono sicuramente la chiesa di San Sebastiano, nonché la più grande di tutto il paese. La sua costruzione risale al 1481 ma in seguito al terremoto, fu ricostruita. Questo accadde all’incirca nel 1693. L’interno della chiesa è a tre navate e qui sono conservate le relique di San Giovanni Battista, di Santa Lucia, di Santo Stefano e di San Sebastiano.

Sulla facciata esterna vi è un santo, di fianco due soldati e due mori che reggono l’architrave. C’è poi la chiesa di Sant’Antonio Abate. La costruzione princiapale fu del tutto distrutta dal terremoto ed ecco che venne ricostruita completamente. Ha un impianto a croce greca, disegnato dopo il terremoto. Oltre cinquant’anni per ricostruirla. L’esterno ha una bella facciata barocca. Uno sguardo lo meritano anche la chiesa del Carmelo, di San Giacomo, di Santa Sofia, dei Frati Minori Cappuccini, di Santa Maria di Gesù, del Convento dei Frati Minori Riformati e la Chiesa della Madonna delle Grazie.

Qui a Ferla la manifestazione più sentita è quella legata alla tradizione della Santa Pasqua. C’è la processione “do signuri a canna” che si tiene il Giovedì Santo e dopo la messa i fedeli vanno a visitare i Sepulcri, gli altari addobbati con i fiori, le candele e il grano germogliato. Il Venerdì Santo invece viene commemorata la passione di Cristo. Sono tante le processioni legate a questo periodo religioso.

Il 20 luglio invece c’è la festa del Patrono. E’ il giorno in cui la reliquia, la statua che per un anno è rimasta sull’altare, viene portata in braccio in processione per le vie del paese. All’alba vengono sparati venti colpi di cannone, i fedeli vengono richiamati alla messa.

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