Brugnato, borgo ligure tra mare e monti

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Porta degli Appennini fin dal Medioevo, cerniera tra le Cinque Terre e i monti, borgo a tenaglia per la peculiare struttura urbanistica, Brugnato ha ispirato tante metafore quanti sono i pubblici riconoscimenti che ha ottenuto per la sua bellezza. Bellezza che spazia dall’intemperante natura della zona fluviale nel Parco di Montemarcello-Magra alla suggestione dei suoi edifici storici.

Brugnato panorama
Brugnato, il panorama

COSA VEDERE

L’antico borgo presenta la caratteristica forma a tenaglia, una variante della canonica struttura rotonda dei borghi della val di Vara. Recenti lavori hanno riportato all’antico splendore le case e le vie del centro storico; appena entrati da porta Soprana si incontra l’oratorio di San Bernardo Abate, sede dell’omonima confraternita e storico luogo di ristoro per i pellegrini.

Brugnato
Tra i vicoli di Brugnato

Al centro del borgo c’è la cattedrale intitolata ai Santi Pietro, Lorenzo e Colombano, fondata nel XII su un più antico edificio sacro. La cattedrale presenta una facciata settecentesca, mentre l’interno, ancora protoromanico, ha un impianto diviso in due navate da una serie di colonne che sorreggono archi a tutto sesto. Il pavimento a cristalli permette di vedere gli scavi archeologici sottostanti che hanno riportato alla luce i resti dell’originale chiesa bizantina del VI secolo.

Accanto alla cattedrale, sul luogo dell’antica abbazia benedettina del VII secolo, sorge il Palazzo vescovile, risalente al XII-XIII secolo, oggi sede di una sezione del Museo Diocesano con le stanze del Vescovo e una collezione di oggetti sacri.

COSA GUSTARE

La gastronomia locale s’inserisce nella tradizione ligure dei cibi semplici e genuini. Nelle trattorie si apprezzano le torte d’erbi, fatte con erbette di prato, gli ottimi ravioli di carne (citati come ghiottoneria anche nell’epistolario del cardinale Spina, arcivescovo di Genova dal 1802 al 1816), i formaggi del locale caseificio e i salumi artigianali prodotti dalle macellerie, tra i quali la mortadella nostrale. Tra i formaggi spicca la caciotta di Brugnato, un formaggio grasso, fresco o di breve stagionatura, a pasta molle. Le sue caratteristiche sono di media intensità aromatica e per questo è apprezzato e ampiamente consumato.

I panifici del paese vendono il famoso canestrello di Brugnato, dolce morbido e dorato, realizzato con pasta zuccherata e insaporito con finocchio selvatico, e il meno noto cavagnetto, tipico del periodo pasquale: è una ciambella zuccherata e munita di manico, proprio come un piccolo cestino (da cui il nome in ligure) con al centro un uovo sodo. La sua preparazione, molto simile a quella dei canestrelli, prevede che venga realizzato l’impasto con farina e lievito di birra, il quale venga lasciato a lievitare una decina di ore prima di aggiungervi zucchero, burro anice e buccia di limone grattugiata.

DINTORNI

A valle del paese, in prossimità della deviazione per Borghetto Vara, sul fiume si slancia il troncone di un antico ponte romano. Alla sua ombra è piacevole fare il bagno nei mesi estivi.

Da Borghetto (2 km a sud) si può salire fino ad arrivare a Pignone (13 km più a sud), paese rinomato per i suoi molti prodotti tipici ed i preziosi edifici storici, come il cinquecentesco Ponte vecchio, la Loggia medievale e la romanica pieve di Santa Maria Assunta, dove nel 1312 fece tappa Arrigo VII di Lussemburgo nel suo viaggio verso l’incoronazione romana.

Oggetto nel Medioevo di un’agguerrita disputa tra i Malaspina e i vescovi di Luni, Beverino (10 km a sud-est) conserva l’antica struttura con le tipiche case liguri addossate le une alle altre, gli archi e i voltoni a scandire il ritmo degli stretti vicoli. Rimangono tracce del castello medievale fondato dagli estensi nel XII secolo. In località Corvara una ripida scalinata ombreggiata da antiche case in pietra conduce ai resti insidiati dal muschio del castello dei Malaspina. La chiesa di Santa Croce, di origine romanica, è stata rifatta nel Seicento in stile barocco per uniformarsi ai canoni della Controriforma.

Tra uliveti, vigneti e castagneti, a Calice al Cornoviglio (21 km a nord-est) non spuntano funghi, ma castelli. Il più importante, il castello Doria-Malaspina (XII secolo), è arroccato su un colle a guardia della valle. A pianta trapezoidale con due torri cilindriche angolari, è stato oggetto di numerose ristrutturazioni. Oggi ospita al suo interno la sede comunale.

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